Parliamo di tantra, tanti chiarimenti e curiosità con Sharmjla Shatki formatrice di tantra.

21.11.2019  h.16.30

Sharmjla Shakti (Alessandra Lops) vive e lavora a Roma come formatrice di tantra. E’ counselor e conduce da dieci anni corsi di tantra assieme al suo compagno. In precedenza ha lavorato pure come operatrice nel mondo del sociale, a contatto con persone disagiate, diventando un’educatrice professionale. Si è formata come counselor e attraverso vari maestri, corsi, stage è approdata poi al tantra. Il tantra etimologicamente è un termine sanscrito che intende “telaio, ordito di un tessuto, tradotto anche con principio, dottrina, essenza, tecnica” ; ma approfondiamo l’argomento dalle parole di Sharmjla.

Qual è l’origine del Tantra?

Il Tantra è una via millenaria. I testi che abbiamo partono dal sesto secolo dopo Cristo, ma esistono ritrovamenti e altri riferimenti più antichi, anche di millenni prima di Cristo. Per questo motivo le origini sono molto difficili da rintracciare, attualmente si sa che è nato da popolazioni che vivevano sulla valle dell’Indo, in India; in ristretti gruppi esoterici appartenenti ad una cultura in cui probabilmente si sentiva l’influenza del culto della Dea Madre e del matriarcato, visto il profondo rispetto del genere femminile che si ritrova nei testi tantrici. Il matriarcato non va inteso come opposto del patriarcato, ma si basa proprio su altri princìpi; l’uguaglianza, la collaborazione, era tutto alla pari ma in ruoli ben distinti. Le donne erano un riferimento di saggezza, come per esempio ancora oggi nella popolazione delle Moso; una società sopravvissuta al patriarcato. Vivono così da almeno cinquemila anni, mantenendo gli stessi principi (il patriarcato arriva nel 3000 a.C.). Chi è interessato ad approfondire l’argomento può cercare gli scritti e gli studi di Francesca Rosati Freeman. Il Tantra veniva portato praticato in segreto. In India non si trovano riferimenti nella gente comune. Preciso che il Kamasutra non centra nulla con il Tantra, è patriarcale, la donna in pratica impara le arti amatorie per il bene dell’unione matrimoniale. Nella società matriarcale paradossalmente la sessualità è invece più libera per le donne. Nel senso che sono libere di scegliere quando e con chi

Il Tantra poi si è diffuso nel corso dei secoli, prendendo varie sfaccettature diverse, negli anni ’60 c’è stato un esodo dei ragazzi in India, Osho è stato poi l’anello di collegamento tra la cultura occidentale ed orientale.

In occidente oggi esiste il Neotantra , non può in alcun modo essere un tantra tradizionale perché non abbiamo assolutamente conoscenza di quelle che erano le tradizioni classiche indiane. C’è un esperto qui in Italia, che abbiamo l’onore di avere nella nostra scuola di formazione che ha appreso nei suoi viaggi in India e Nepal le originali pratiche della tradizione tantrica; che sono molto diverse da ciò che si pratica nel neo-tantra, in cui, per esempio, abbiamo aggiunto l’elemento psicologico, e il rapporto con la divinità è notevolmente ridotto (anche se assolutamente considerato e rispettato). Il tantra per qualcuno potrebbe essere la giusta via di mezzo tra il sacro e il profano; si parla quindi del corpo, come essere umano terreno e di un livello spirituale. Non si è costretti ad una disciplina di tipo religioso, ad osservare delle regole rigide, è inserito nella vita quotidiana. Il tantra che è arrivato a noi è stato adattato, non è stato preso nella sua tradizione classica; io trasmetto i benefici che sono stati importanti per me ovvero l’apertura ad una certa spiritualità e alla sacralità del corpo.

Dicevi che conduci i corsi con il tuo compagno…

Sì, per un giusto equilibrio tra maschile e femminile. Il tantra porta avanti l’integrazione assoluta tra maschile e femminile, non c’è un Dio, ci sono Shiva e Shatki e sono assolutamente complementari. Entrambe le energie sono addormentate dentro di noi, una è quella della ghiandola pineale, il nostro centro divino (energia maschile); l’altra è sul coccige (la Kundalini, energia femminile). Il Tantra fa in modo che si risveglino ed entrino in contatto; la Kundalini sale verso il terzo occhio fino alla dissoluzione dell’Ego.

In che senso dissoluzione dell’Ego?

Nel senso che l’Ego svanisce in una dimensione che trascende tutti i concetti comuni; tipo su chi si è, cosa si pensa e via dicendo, perché ci si connette ad una dimensione divina. Una persona che si avvicina al tantra è una persona in ricerca, quindi c’è una selezione naturale di persone che sono naturalmente predisposte a qualcosa che va oltre al convenzionale. Utilizziamo il canto, il ballo, la musica per un’espressione corporea libera; le musiche sono studiate appositamente, scelte per evocare delle emozioni. Si parte da cose molto semplici perché le persone possano sentirsi a loro agio e senza alcun blocco. Poi si passa al contatto, solo di mani e di occhi, si viene rassicurati; è un lavoro molto semplice, alla portata di tutti. Il respiro è fondamentale, dal naso fino al perineo, ci si porta quindi nella consapevolezza del corpo in tutte le sue parti.

Perché una persona dovrebbe approcciarsi al tantra?

Esistono diversi percorsi di tantra, alcuni sono molto sessualizzati. Noi abbiamo pensato ad un approccio tramite il quale le donne possano accedere con meno paura; avendo quindi la possibilità di non cadere nel tranello che “più sono aperta sessualmente più sono una persona libera”. Non è vero, sono libera se faccio quello che sento di voler fare, se posso scegliere. Questo dà modo alla donna di capire qual è la sua vera sessualità, non legata al mondo maschile. La maggior parte delle persone vengono da noi per la ricerca della loro energia sessuale o per una problematica sessuale; ma allo stesso tempo anche di natura affettiva profonda. Le donne cercano il loro piacere sessuale attraverso il cuore, vogliono una dimensione di accoglienza con il cuore; per poi andare nel piacere sessuale. L’uomo invece arriva perché sta cercando il cuore attraverso il sesso, esattamente l’opposto; sono complementari. Quando si sentono tranquille e protette le donne si permettono di far uscire tutta l’energia e la sensualità L’uomo esprime il bisogno di questo tipo di femminile, non del sesso che può trovare ovunque altrove.

Indubbiamente si è sentito spessissimo parlare di tantra finalizzato alla sessualità..

Il tantra nella sessualità non è finalizzato alla performance; si allungano semplicemente i tempi del piacere che seguono un pò la donna, e che portano un nuovo approccio alla sessualità. E’ più un portare l’uomo a contatto con le modalità femminili, che di solito intendono un “farlo meno ma meglio”. Il tantra da anche la possibilità di vivere il sesso in una maniera più profonda e coinvolgente, di connessione con il momento presente. E’ anche molto simbolico, si può giocare con l’energia sessuale, è un’energia sacra, simboleggia sempre il maschile e femminile che si uniscono. Lo Shiva Lingam per esempio è un oggetto simbolo di unione e integrazione tra Maschile e Femminile, nel quale è rappresentato l’organo femminile e sopra incastonato c’è l’organo maschile. Si fanno cerimonie e riti di adorazione in India in cui si celebra non solo l’Uomo e la Donna, ma anche le due energie opposte e complementari.

 

(foto del Lingam da Wikipedia)

Che cos’è per te la sessualità?

Per me è sempre stata una cosa basilare per la scelta del mio uomo, qualcosa che deve assolutamente esistere nella coppia. E’ un’energia d’amore, vitale per il mio benessere; mi dà la possibilità di conoscere me stessa oltre le mie capacità mentali. Ho scoperto aspetti di me, grazie anche al mio compagno, parti di me che non avrei conosciuto; quindi è un’energia anche di conoscenza. L’ energia sessuale è talmente soffocata che ritengo che il mondo funzionerebbe meglio se le si desse l’importanza che merita come energia divina.

Ringrazio Sharmjla Shatki per queste preziose informazioni, alla prossima settimana per una nuova tappa del viaggio! Resto a disposizione per informazioni e/o consigli alla mail [email protected]