Negata l’urgenza alla mozione “Segre”, il centrosinistra esce dall’aula

12.11.2019 – 07.50 – Ieri, lunedì 11 novembre, il centrosinistra ha abbandonato l’aula del Consiglio Comunale protestando, perchè la conferenza dei capigruppi ha negato l’urgenza della mozione di solidarietà alla senatrice a vita Liliana Segre. Questa “secessione” triestina ha coinvolto tutti i membri del Partito Democratico, Open Fvg, Italia Viva e i Cittadini. Sembra però che la mozione sia stata negata a causa di un errore formale nel testo laddove si richiedeva l’intervento del Sindaco, anziché del Consiglio comunale. Quest’ostacolo tuttavia poteva facilmente venire “sbloccato” con un emendamento, senza rinviare l’intero processo. La mozione nasce a seguito del conferimento della scorta a Liliana Segre, causa le oltre 200 minacce di odio sui Social (e nella vita “reale”) ricevute negli ultimi mesi, parallelamente all’istituzione di una commissione straordinaria contro odio, razzismo e antisemitismo.
La vicenda triestina è di particolare interesse alla luce del viaggio del governatore della Regione, Massimiliano Fedriga, in Israele, dove sta rafforzando alcuni legami diplomatici ed economici. Durante il viaggio, Fedriga ha rimarcato più volte la sua opposizione a ogni forma di antisemitismo.

Sabrina Morena tuona contro gli oppositori: “È pericoloso il fatto che i consiglieri di maggioranza non prendano chiaramente le distanze da chi ha minacciato e insultato la senatrice, risultando così apparentemente complici dell’antisemitismo e del razzismo di cui è oggetto”. Maria Teresa Bassa Poropat rincara la dose: “Si trattava di manifestare la nostra stima e il nostro rispetto per il tragico vissuto di Liliana Segre, testimone della Shoah, sopravvissuta agli orrori di Auschwitz e non è ammissibile nessuna forma di revisionismo, negazionismo o sottovalutazione di quanto accaduto”.
Antonella Grim ha lamentato che “È davvero una vergogna, siamo una specie di “buco nero”… diversi comuni italiani, anche leghisti, hanno annunciato il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Un altro notevole “risultato” portato a casa da questa maggioranza a trazione leghista”.
“Mi sento offesa e umiliata – ha confessato la segretaria provinciale del Pd Laura Famulari – come cittadina italiana e come persona, e sento calpestata la dignità di Trieste, la città che più di altre non dovrebbe mai dimenticare, la città dove sono state promulgate le leggi razziali e dove c’era l’unico Lager tedesco sul territorio italiano. Per riguardo al ruolo di consigliera comunale, non era possibile restare un minuto di più in un Aula che non ha voluto dimostrare un rispetto semplicemente doveroso nei confronti di una testimone della Shoah minacciata oggi per il suo essere ebrea. La destra – ha indicato Famulari – si assume un’enorme responsabilità morale prima ancora che politica: il riduzionismo comincia a manifestarsi così è non si sa dove finisce. Stiamo attenti al grande imbroglio”, ha concluso.