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lunedì, 8 Agosto 2022

Mattinate FAI d’Inverno, dal 25 svelati i misteri del Palazzo di Giustizia

19.11.2019 – 07.30 – Non ci sono più le mezze stagioni, ci si lamentava un tempo; e infatti a un mese dalle Giornate FAI d’Autunno, ecco già giungere le Mattinate FAI d’Inverno, a partire da lunedì 25 novembre fino a sabato 30 novembre 2019.
È l’ottavo anno consecutivo che il FAI propone, in un’atmosfera quasi natalizia, il suo evento, dedicato alla riscoperta dei luoghi d’arte italiani più abbandonati e misconosciuti, grazie alla valorizzazione operata dagli apprendisti ciceroni del FAI. Quest’anno un tema “poetica” (filosofico?) con l'”Infinito“, di Giacomo Leopardi che proprio duecento anni fa redasse la sua poesia più immortale, seconda nella storia della letteratura italiana forse solo ai versetti di Dante.
Trieste nell’occasione apre le porte del Palazzo di Giustizia, edificio la cui nascita austroungarica trovò il suo completamento con il passaggio all’Italia e i cui corridoi (e sotterranei) risultarono granguignolesco teatro dei crimini nazisti durante il Commissariato dell’Adriatisches Kusterland. Edificio invece italianissimo quello dell’Università di Trieste, la cui architettura razionalista verrà approfondita e spiegata dalle guide durante le visite in programma.

La costruzione a Trieste di un Palazzo di Giustizia fu ipotizzata fin dal 1895. Il progetto fu affidato all’ingegner Spinnler, mentre la progettazione delle facciate e della decorazione interna fu affidata all’architetto Enrico Nordio. I lavori, iniziati nel 1912, furono interrotti nel 1914, all’inizio della guerra, per riprendere nel 1919 quando il Regio Governatorato della Venezia Giulia bandì un concorso per rielaborare le facciate e gli ambienti interni secondo uno stile “più confacente alle tradizioni architettoniche italiane”. Il concorso fu vinto nuovamente da Enrico Nordio e il nuovo progetto, ispirato a modelli rinascimentali, non si discostò molto dall’originale, poiché i lavori erano giunti a un punto tale da sconsigliarne la demolizione. Alla morte di Enrico Nordio, nel 1923, la costruzione fu portata a termine da suo figlio Umberto. L’inaugurazione avvenne nel 1929.

L’Università di Trieste fu fondata nel 1924 e subito si pensò di progettarle una sede prestigiosa, che per il governo italiano doveva essere segno dell’italianità della cultura triestina. Il progetto, degli architetti Umberto Nordio e Raffaello Fagnoni, fu pensato come intervento urbanistico che coinvolgesse tutta l’area adiacente. Mussolini pose la prima pietra nel 1938, mentre l’inaugurazione risale al 1950. L’edificio ricorda l’altare di Pergamo, mentre il richiamo alla romanità è limitato alle arcate del portico, che percorre il pianterreno; i piani superiori presentano una scansione di finestroni rettangolari, che si fanno loggiato nelle facciate laterali. Edificio monumentale e scenografico sia visto dal mare, sia visto dalla città, cui fa da sfondo, presenta una pianta ad H e accoglie nella parte centrale, che collega due piazzali, l’aula magna e il rettorato, nelle ali laterali, le facoltà.

Per entrambi i luoghi visite a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’I.S.I.S. “Giosuè Carducci – Dante Alighieri”, del Liceo Classico – Linguistico “Francesco Petrarca”, del Liceo Scientifico “Guglielmo Oberdan”, del Liceo Scientifico “Galileo Galilei”, dell’I.S.I.S. “Leonardo Da Vinci – Gian Rinaldo Carli – Scipione De Sandrinelli”, dell’Istituto Tecnico “Grazia Deledda – Max Fabiani”, del Liceo Artistico “Enrico E Umberto Nordio”, del Liceo Delle Scienze Umane “Martin Slomšek”, dell’Istituto Tecnico “Ziga Zois”, dell’I.S.I.S. “Jozef Stefan” e dell’International School Of Trieste.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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