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sabato, 10 Dicembre 2022

Sciacallo sul Carso, Lega Anti Vivisezione Trieste: “I cacciatori non sono salvatori”

12.11.2019 – 11.56 – Fra chi è ‘pro’, chi è ‘contro’ e chi si riconosce nella crescita continua dell’attenzione sociale nei confronti degli animali, siano essi domestici o selvatici, l’occasione di polemica difficilmente manca. Dura contestazione quindi della LAV Lega Antivivisezione di Trieste nei confronti dei cacciatori e anche dei media, colpevoli di aver fatto passare, è opinione della LAV, i cacciatori stessi come ‘salvatori’ e ‘protettori’ della fauna selvatica, e di non aver informato correttamente la cittadinanza in merito alla questione che si era sollevata sullo sciacallo dorato, arrivata già inm precedenza sulle pagine della stampa nazionale attraverso un articolo di Repubblica. L’animale era stato descritto come capace di far strage di caprioli e altra fauna selvatica, riportando le dichiarazioni di Antonio Pilosio della Riserva San Michele del Carso; una presenza, quella dello sciacallo, che avrebbe alterato gli equilibri naturali della zona.

E la LAV non ci sta, soprattutto visto il proseguire delle accuse all’elegante predatore. “In questi ultimi giorni, i media non hanno informato in modo corretto la cittadinanza ed hanno fatto passare i cacciatori nuovamente come i salvatori ed unici protettori di un bene, la fauna selvatica, che appartiene a tutti noi e non solo alle loro doppiette”, dichiara la Lega in una nota. “Chiediamo diritto di replica sul problema della fauna selvatica ed in particolare la presenza dello sciacallo dorato e della legittimazione normativa e ideologica dell’attività venatoria. Per correttezza d’informazione, ci teniamo a precisare che lo sciacallo dorato non può portare degli squilibri ambientali sul Carso, perché è una specie autoctona. La predazione dei cuccioli di capriolo non è da considerarsi un problema, ma il corretto controllo naturale di una specie, in modo naturale e in un ambiente biodiverso”. Se i caprioli vengono uccisi dallo sciacallo dorato, che se ne ciba, quindi, è perché è madre natura a stabilire che queste sono le regole e non è l’uomo a essere chiamato a cambiarle, così l’opinione di chi agli animali si sente più vicino. Dal comunicato stampa della LAV Nazionale: “I predatori sono una componente essenziale della biodiversità di ogni territorio; la loro funzione regolatrice del numero delle prede contribuisce a limitare l’impatto di queste sull’agricoltura, impedendo nel contempo il diffondersi di patologie”.

“Il titolo altisonante ‘allarme sciacalli sul Carso’ fa presupporre”, continua la Lega Anti Vivisezione, “che sul nostro territorio ce ne siano a migliaia. Ma sappiamo che questa non è la realtà e che non esistono censimenti esatti, proprio sul Carso, sulla specie. Il suo ritorno sul nostro territorio, salutato con grande soddisfazione dalla comunità scientifica, viene invece dipinto dai cacciatori come un ‘allarme’, diffondendo uno strisciante terrorismo fra le persone meno informate affermando che lo sciacallo si avvicinerebbe alle abitazioni, così da prepararsi il terreno per eventuali future azioni di contenimento a colpi di fucile. Se da una parte gli agricoltori si lamentano per i danni loro inflitti dalla ipotetica eccessiva presenza di caprioli, l’arrivo dello sciacallo dorato dovrebbe essere salutato come la migliore e più razionale delle soluzioni: la natura mette una pezza ai tanti danni causati dall’uomo, che hanno comportato l’alterazione degli equilibri faunistici. Primo fra tutti la caccia, un’attività che, per l’esclusivo divertimento di una minoranza di cittadini, comporta l’uccisione di milioni di animali ogni anno e l’immissione sul territorio regionale di decine di migliaia di fagiani e lepri, come nel passato di cinghiali, che, prima di morire sotto le fucilate dei cacciatori, contribuiscono a creare una parte dei danni all’agricoltura che oggi sono usati dagli stessi cacciatori come grimaldello per ottenere sempre più concessioni alla loro sanguinaria attività”. Severa, l’organizzazione, anche con i cacciatori regolari, nel nome non solo della difesa degli animali ma anche della sicurezza sul territorio del Friuli Venezia Giulia: “Il fatto che alcuni cacciatori siano stati trovati in regola a Basovizza non ci fa sottovalutare il problema dei comuni cittadini di poter essere feriti durante le battute di caccia, mentre giocano nei parchi, cortili o boschi o private dimore, come già ampiamente successo in più comuni d’Italia. È vero che la caccia è regolamentata da una norma, ma nessuno ha informato i comuni cittadini della preoccupante, recente proposta del consiglio regionale di cambiare l’articolo 19 della Legge Nazionale 157, permettendo così ai cacciatori di sparare tutto l’anno dalle macchine, entrare nei parchi, usare fonti luminose notturne, termiche, puntatori laser e droni, allargando sempre più le specie da poter abbattere. Anche quest’anno è in atto il tentativo di sovvertire le leggi regionali che regolano la caccia e tutelano l’ambiente, per cercare di approvare ciò che sul territorio nazionale è considerato bracconaggio, andando contro la Costituzione e le Direttive Europee solo per soddisfare gli interessi privati di una risicata minoranza”. Chiara, e comprensibile, la posizione degli animalisti, non resta che attendere un chiarimento sullo sciacallo dorato del Carso da chi l’ha visto spesso e ha denunciato la sua presenza come un pericolo; ai giornalisti il compito di riportarla.

[r.s.]

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