Trieste in crisi industriale, il sindacato si mobilita. Sciopero generale il 13 novembre

25.10.2019 – 15.03 – Trieste in profonda crisi per quanto riguarda i piani industriali e le prospettive occupazionali per il futuro, con una politica che è spesso un ‘patchwork’, un lavoro di rattoppo, dove si risponde alle preoccupazioni della cittadinanza con una conservazione dei posti di lavoro fatta attraverso riqualificazioni e ricollocazioni spicciole ma dove manca una visione più generale non solo di sviluppo, ma addirittura di semplice conservazione di quello che già esiste. L’USB sottolinea la sua posizione critica nei confronti dei soggetti economici e istituzionali del territorio, già manifestata in più occasioni come nei recentissimi casi Wärtsilä e Flextronics, e proclama lo sciopero generale del comparto industriale privato per il 13 novembre prossimo.

“Le crisi delle aziende industriali che stanno colpendo il nostro territorio”, scrive USB nella sua nota alla stampa, “stanno rendendo esplicita la fragilità delle politiche locali e dell’economia della città di Trieste, assieme all’incapacità di prevedere lo sviluppo cittadino, aldilà dei rattoppi e di rischiose mistificazioni, come ad esempio quella su un porto di Trieste in grado di accollarsi qualsiasi problematica occupazionale. Dentro a questo contesto il mondo del lavoro ha subito una aggressione continua, calata dentro ad un indebolimento generale di diritti e tutele imposto dalla legge e da un sempre maggiore numero di contratti collettivi di lavoro nazionali al ribasso, sottoscritti da organizzazioni sindacali che oggi hanno anche il coraggio di stupirsi di una situazione che loro stessi hanno accompagnato nel tempo. Nelle aziende Triestine, lo sfruttamento diviene ‘moderno’ al pari del resto del nostro paese, dove da un lato nelle grandi aziende l’attacco ai posti del lavoro passa attraverso i principi dell’innovazione tecnologica a tutti costi e dall’altro nel sottobosco delle medie e piccole imprese svanisce per il lavoratore la cultura del diritto e si impone solo quella del dovere, della perdita della dignità, dello sfruttamento e della precarizzazione all’infinito”. “Le crisi industriali delle grandi aziende del nostro territorio”, continua USB, “come Wärtsilä, Ferriera, Flex, Burgo, Sertubi, Principe – non colpiscono solo i lavoratori diretti, ma si traducono in un espulsione preventiva dell’indotto e degli appalti; lavoratori di cui nessuno parla ma che sono la maggioranza in un quadro occupazionale sempre più desolante. Se questo è il contesto, è evidente come le azioni di governo delle politiche locali non abbiano risposto in alcun modo al blocco sociale che noi rappresentiamo. Lo scontro politico avviene su tematiche squisitamente mediatiche, una su tutte la Ferriera di Servola, tralasciando altrettanto spesso la risposta sui temi sociali e sui bisogni reali della famiglie e delle persone che vivono sul nostro territorio. Proclamiamo quindi uno sciopero generale del comparto industriale lavoro privato per tutta la giornata del 13 novembre prossimo, con manifestazione provinciale a Trieste in Piazza Oberdan sotto il Consiglio Regionale, in concomitanza proprio del tavolo di crisi convocato su Wärtsilä, dove saranno fatte possibilmente convergere tutte le aziende in crisi e non solo”.

[r.s.]