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venerdì, 12 Agosto 2022

Preferenza di genere, la proposta Russo fra le opinioni delle donne. Martedì sit-in in Piazza Oberdan

19.10.2019 – 15.49 – È stato calendarizzata per martedì 22 ottobre, nella prossima seduta del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, la votazione del progetto di legge n. 10, primo firmatario Francesco Russo, che mira ad introdurre nel sistema elettorale regionale la doppia preferenza di genere. Ad esprimere la propria contrarietà sono state ad oggi l’assessore regionale Alessia Rosolen e Mara Piccin, consigliere regionale di Forza Italia.

“È quantomeno significativo rilevare che nel consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, composto da 49 consiglieri, ci siano solo 6 donne. Nonostante che con la Giunta si sia raggiunto una quadra sulle proposte ordinarie della Commissione e che il lavoro sia in sintonia tra le varie anime che compongono l’organismo di pari opportunità, sul tema non c’è stato ancora modo di trovare un punto d’incontro con l’esecutivo regionale”. Esordisce così Paola Carboni, membro della commissione regionale delle pari opportunità intervenuta durante la conferenza stampa convocata stamattina alla Casa internazionale delle donne a Trieste in merito al progetto di legge al voto martedì. “Si tratta di un adeguamento alla normativa nazionale e ad una situazione presente in quasi tutte le regioni italiane e ribadisco che non si tratta quindi di una provocazione: dove questa riforma è stata introdotta le donne son state più rappresentate”, continua Carboni, “in questo modo inoltre si agevolerà un nuovo metodo di promozione in campagna elettorale dove le donne, ad oggi, non sono sostenute dai partiti che sponsorizzano invece gli uomini. Sul tema delle pari opportunità in Italia fa specie pensare al fatto che il Ministero competente sia un ministero senza portafoglio con enormi difficoltà a portare avanti progetti come quelli anti violenza e per le pari opportunità. Se pensiamo poi ai disegni di legge proposti come quello del senatore Pillon la necessità di passare dalla protesta alla proposta è fondamentale: per questo c’è bisogno che le donne portino avanti l’attività legislativa in una società dove la presenza femminile presenta il 51% della popolazione del nostro Paese”.

Anna Buonomo, Presidente dell’assemblea provinciale del Partito Democratico, collegandosi al valore e al ruolo della donna nella società ha aggiunto: “La nostra società non è pronta a riconoscere il lavoro delle donne nella politica e nelle imprese e ci sono difficoltà a valorizzare l’apporto delle donne nei partiti, un contributo che di sicuro sarebbe determinante. Annuncio infine che il Partito Democratico aderisce al sit-in che avrà luogo in piazza Oberdan, davanti il palazzo del Consiglio regionale dalle 10:30: invito tutti i cittadini ad intervenire e ad inviare una e-mail al Presidente del Consiglio regionale, Pier Mauro Zanin per sensibilizzare i componenti dell’assemblea legislativa su una proposta di legge molto importante per il destino della politica regionale”. “Sono ben 11 le associazioni che hanno inviato un messaggio a tutti i consiglieri regionali per chiedere il voto favorevole a questa proposta di legge”, puntualizza Anna Maria Mozzi, vice presidente della consulta delle associazioni femminili di Trieste, “quando ho ricoperto il ruolo di vice presidente della Commissione regionale delle Pari Opportunità ho promosso una raccolta firme per richiedere l’introduzione della doppia preferenza di genere arrivando a ben 6000 adesioni. Giova ricordare inoltre che il Consiglio regionale ha votato negativamente contro questa proposta, sia sotto la presidenza di Renzo Tondo sia di quella di Debora Serracchiani, facendo rivelare quanto questa battaglia non abbia colore politico ma si tratti di una battaglia di tutte le donne. Non si capisce la contrarietà all’introduzione della doppia preferenza di genere: si tratta solo di una possibilità in più a tutela di una maggiore rappresentatività delle donne, tutela accettata correttamente dalla Corte Costituzionale quale correttivo attuativo dei principi di uguaglianza. Nel 2011 fu la Campania la prima regione ad introdurre questa riforma nel sistema elettorale regionale e ora sono rimaste fuori solo Calabria, Piemonte, Valle D’Aosta e il Friuli-Venezia Giulia. Se si ritiene che la nostra Regione sia così speciale bisogna assolutamente portare avanti questa battaglia, che nella commissione pari opportunità del Comune di Trieste ha riscosso l’unanimità come battaglia di civiltà”.

Infine ad intervenire è stato Francesco Russo, primo firmatario della proposta di legge e consigliere regionale del PD: “Auspico che questa mia proposta venga riconosciuta come una battaglia trasversale e che il Consiglio Regionale la voti all’unanimità. Ho anche detto al Presidente del consiglio, Pier Mauro Zanin e al Presidente Massimiliano Fedriga che sono disposto a ritirare il progetto di legge se, contestualmente, dovesse venir depositato un nuovo provvedimento con la stessa finalità che veda come firmatari tutti i partiti rappresentati in Consiglio Regionale. La doppia preferenza di genere la troviamo come possibilità quando siamo chiamati a rinnovare i consigli comunali e il Parlamento europeo: non è una legge di quote e non comporta l’obbligo di votare una donna ma solamente si dà l’opportunità ai cittadini di dare la propria preferenza sia a un uomo sia a una donna.
L’articolo 3 della nostra Costituzione sancisce che le leggi abbiano il compito di rimuovere gli ostacoli per il raggiungimento dell’eguaglianza e questa proposta di legge va proprio in questa direzione”, continua Russo. “Ricordo infatti che le esperienze nelle altre Regioni e nei comuni è positiva. La legge 120/2011 che riserva al genere meno rappresentato almeno un terzo dei componenti dei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa e in quelle pubbliche, ha dimostrato che dove ci sono le donne la produttività delle aziende è migliore e sono certo che anche in politica la qualità dell’attività amministrativa ne gioverebbe”. Adriana Causi, in qualità di membro del direttivo della Casa Internazionale delle Donne, ha annunciato l’adesione al sit-in previsto per martedì mattina.

[n.m.]

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