OGS Trieste, a sorpresa si parla di chiusura. Sconcerto e preoccupazione

25.10.2019 – 11.23 – OGS di Trieste a rischio chiusura. È reduce dagli ultimi, importanti successi nel campo della ricerca oceanografica e dalla presentazione, poche settimane fa, della sua nave ‘Laura Bassi’ alla presenza del neoministro Lorenzo Fioramonti, e le notizie che si sono seguite sempre più insistenti in queste ultime ore, non smentite dal MIUR, causano sconcerto fra i suoi operatori e preoccupazione per il futuro di una delle parti più importanti della realtà scientifica del Friuli Venezia Giulia. L’ipotesi, concreta, che arriva da Roma è quella che riguarda la creazione per decreto dell’attuale governo di un nuovo e unico Istituto Nazionale di Ricerca sul Mare, che avrebbe sede a Roma stessa, nel quale OGS dovrebbe confluire totalmente o con la sua Sezione di Oceanografia.

“L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale”, scrive OGS nella sua nota alla stampa, “esprime sorpresa, sconcerto e grande preoccupazione di fronte a questa notizia. Le ragioni del disappunto sono molteplici, a partire da quelle scientifiche, perché il ‘mare’ è in generale l’ambito delle ‘Scienze della Terra’ attorno al quale, da sempre, ruotano le principali attività di OGS, che sono caratterizzate da una forte interdisciplinarietà”. La frammentazione dell’Ente andrebbe, in questo contesto, a danneggiare la qualità dei progetti competitivi di ricerca, attualmente più di 50; OGS è partner di riferiemento di più di 10 progetti europei soprattutto nell’ambito della cooperazione transfrontaliera e transnazionale, e ha una fortissima attività di trasferimento tecnologico nei confronti di aziende leader sul mercato. “Inoltre”, continua, “OGS negli ultimi anni ha dato il via a numerose attività secondo le linee della “blue growth”, che si estrinsecano in progetti di ricerca e di innovazione, master, summer school, seminari specializzati, networking, iniziative di mobilità e di divulgazione scientifica, attraverso i quali l’Ente ha deciso di rispondere alla Strategia Europea della Crescita Blu che riconosce i mari e gli oceani come un motore per l’economia, con enormi potenzialità per l’innovazione e la crescita. Ciò ha già permesso a OGS, primo e unico Ente di Ricerca italiano, di ottenere il riconoscimento e il supporto dell’Unione per il Mediterraneo. Per progetto sui ‘lavori blu del futuro’ denominato ‘BlueSkill: Blue Jobs and Responsible Growth in the Mediterranean throughout Enhancing Skills and Developing Capacities’. Si tratta di un programma quinquennale incentrato sulla formazione altamente qualificata e sulla mobilità nel Mediterraneo per professioni legate all’ “economia blu” con una particolare attenzione alla sostenibilità”. L’ultimo punto, e non certo per importanza, è il numero delle importanti infrastrutture di ricerca che OGS stessa gestisce direttamente, come la citata nave rompighiaccio Laura Bassi, a supporto di tutta la comunità scientifica italiana, grazie a un accordo tra i principali Enti nazionali. “OGS vanta un bilancio in equilibrio da sempre e una grande capacità di attrarre finanziamenti e talenti grazie alla sua rapida catena di comando, e non si capisce perché si debba smembrarlo. L’integrazione tra discipline, la velocità di azione e la sua riconosciuta professionalità e serietà. Ha inoltre stabilizzato più di 60 persone negli ultimi 3 anni”.

Per Trieste, la perdita di OGS sarebbe un colpo molto duro anche da un punto di vista di cultura e storia. L’istituto è da considerare tra i più longevi enti di ricerca italiani, con radici che risalgono al 1753, alla ‘Scuola di Matematica e Nautica’ fondata da Maria Teresa d’Austria per dare impulso alle competenze scientifiche di supporto alla navigazione: una sua chiusura o accorpamento a Roma avverrebbero proprio nell’anno di Trieste Città della Scienza, ESOF 2020, evento che riconosce a livello internazionale la città come polo di ricerca e luogo di contatto fra l’Est e l’Ovest grazie anche alla presenza di numerosi enti di livello nazionale e internazionale che dialogano strettamente con stati extraeuropei e dell’Asia.

Il Presidente di OGS, Maria Cristina Pedicchio, afferma: “Sono sconcertata dai modi e dalla poca trasparenza dei processi in atto per la ‘riorganizzazione’ della ricerca in Italia, e da come si pensi di poter modificare enti e attività senza alcun confronto e in assenza di un piano a medio-lungo termine. OGS ha saputo della grave azione in atto di accorpamento e di perdita della sua autonomia soltanto da rumors e da telefonate private ricevute ieri. Le notizie non sono state smentite dal MIUR. Reputo questo modo di agire inaccettabile e deleterio per la ricerca e soprattutto per i ricercatori coinvolti: merito e trasparenza continuano a rimanere parole vuote. OGS è un Ente sano, caratterizzato dall’alta qualità delle sue risorse umane e da un forte riconoscimento internazionale. Ci sono progetti, fondi, infrastrutture, talenti; ma dobbiamo essere consapevoli che tutto questo deriva da un’attenta e spesso visionaria strategia, portata avanti in modo sinergico e responsabile da tutto l’Ente. La multidisciplinarietà, la media dimensione, la posizione geopolitica e la rapidità di azione si sono dimostrati fattori vincenti e sarebbe assurdo cancellarli. In questo settore è molto difficile costruire, ma basta pochissimo per distruggere“.

Precedenti ipotesi di accorpamento di OGS al CNR si erano già presentate nel 2010, a seguito della manovra finanziaria dell’allora governo Berlusconi, e successivamente erano rientrate dopo le agitazioni dei lavoratori e il riconoscimento dell’importanza dell’ente stesso e delle sue particolarità.

[c.s.]