Giornate FAI d’Autunno, successo record: mille visitatori a Trieste

14.10.2019 – 07.30 – Diecimila (10260, ad essere esatti) le visite compiute dai volontari dei gruppi FAI Giovani nelle omonime “Giornate d’Autunno” tra sabato 12 e domenica 13 ottobre: un’operazione in piena regola, una metaforica guerra di apprendisti ciceroni e volontari studenti in difesa della cultura e dell’arte italiana. Grande successo dunque a Trieste e in Friuli Venezia Giulia, con 21 possibili itinerari tra le 7 località prescelte; oltre al capoluogo, Cormons (GO), Pasiano di Pordenone (PN), Martignacco (UD), San Pietro al Natisone (UD), Gemona del Friuli (UD) e Sedegliano (UD). Numeri massicci a Trieste, con mille visitatori nei tre luoghi dell’itinerario “Viaggio tra le vicende storiche delle dimore del Borgo Giuseppino”. La parte del leone, tuttavia, spetta stavolta a Martignacco, con addirittura tremila visitatori nei tre luoghi parte del percorso “Appena fuori città tra parchi e ville a Martignacco”.

“Il risultato più importante sono i sorrisi che vediamo nei partecipanti alle Giornate di Autunno del Fondo Ambiente Italiano: gli occhi sognanti dei più piccoli, gli sguardi curiosi degli adulti, i volti soddisfatti dei proprietari dei beni e dei responsabili delle Istituzioni che li hanno prestati al FAI per questo speciale fine settimana – ha dichiarato Tiziana Sandrinelli, Presidente Regionale del FAI – Fondo Ambiente Italiano per il Friuli Venezia Giulia.

“Come le Giornate FAI di Primavera, – prosegue – anche quelle di Autunno dimostrano che tanti cittadini e numerosi turisti sono sempre più appassionati del ricco patrimonio storico, artistico e ambientale del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un pubblico trasversale, di varie età, composto da persone desiderose di conoscere meglio ciò che le circonda e che anche grazie a quest’iniziativa sono più consapevoli di vivere in un Paese incredibile, a tratti fragile, ma ricco di risorse. Il FAI è da sempre convinto che la bellezza architettonica, artistica e ambientale sia il vero tesoro dell’Italia, qualcosa che nessun altro Paese potrà mai copiare. Un patrimonio di cui tutti devono pertanto essere più consapevoli e che se messo ulteriormente a sistema, può davvero essere un driver di crescita, non solo culturale ma anche economica, per il benessere dell’Italia”.