Trieste, una targa a Sigmund Zois, patrono dell’illuminismo sloveno

10.09.2019 – 12.16 – Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha incontrato in questi giorni più volte i consiglieri comunali Valentina Repini (PD) e Igor Svab (Unione Slovena). Argomento dei meeting istituzionali le problematiche della comunità slovena triestina.
Il primo tra i tanti, ovvero il “Parco della Pace“, sembra essere sulla via della risoluzione, perché verrà consegnato alla comunità nei giorni ormai prossimi. Situato presso il Poligono di Tiro di Opicina, ricorda una delle tante atrocità del regime nazifascista a Trieste. Altrettanto bene avviata, inoltre, la ristrutturazione delle scuole medie superiori Jožef Štefan e Žiga Zois, i cui lavori verranno conclusi entro dicembre 2019.
Passando infine dal concreto al simbolico, la comunità slovena ha nuovamente richiesto l’affissione, in via della Procureria, di una targa storica in memoria del barone Sigismondo Žiga Zois. La casa natale dell’illustre personaggio infatti è situata proprio dietro il Municipio. Sembra, a detta di Radio Capodistria, che la richiesta sia stata accolta: la targa verrà posizionata il 10 novembre, con una piccola cerimonia.

Sigismondo Zois nacque a Trieste il 23 novembre 1747, figlio di padre italiano e madre slovena. Dimostrando precocemente un’attitudine al commercio, Zois estese presto la sua attività di mercante da Lubiana a Trieste, trovando terreno fertile nella città rapidamente trasformata dalle riforme di Maria Teresa. E fu proprio l’imperatrice, nel 1760, a premiare quest’umile mercante con il titolo di Barone, ringraziandolo per aver erogato ingenti somme all’erario dello Stato. Al di là della brillante carriera commerciale, Zois viene ricordato per l’indefesso amore per le arti e la cultura, nate a seguito degli studi presso il seminario-collegio di Reggio Emilia. Il mondo della letteratura slovena ricevette un formidabile impulso dall’attività di mecenatismo di Zois, il quale promosse a sua volta con grande entusiasmo la cultura italiana negli ambienti colti sloveni, favorendo uno scambio culturale particolarmente fecondo. La passione per la botanica, condivisa con il fratello Carlo, era tale che due fiori delle Alpi Giulie portano il suo nome, rispettivamente la Campanula zoysii e la Viola zoysii. La doppia discendenza di Zois, un italo-sloveno, così come la sua passione per la cultura italiana, ma promossa negli ambienti sloveni, lo rendono una figura dunque perfettamente europea.