Immigrazione, SAP : “Non ci sono condizioni adeguate per far fronte agli arrivi”

30.09.2019 – 14.30Immigrazione e Rotta Balcanica, continuano le polemiche sugli arrivi clandestini in Regione che non si fermano, il SAP denuncia: Gli ingressi continuano ad aumentare invece che diminuire, e le strutture predisposte per la prima accoglienza non sono sufficienti né tanto meno adeguate per poter far fronte agli arrivi sempre più frequenti e numerosi. Il personale è sempre più oberato di lavoro e schiacciato dal peso delle responsabilità, questo quanto emerso dall’incontro fra Segretario Regionale del SAP, Olivo Comelli e quello Provinciale, Lorenzo Tamaro, con gli operatori della Polizia di Frontiera delle sottosezioni di Villa Opicina, di Fernetti e di Rabuiese, impegnati quotidianamente ad affrontare sul campo il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Le operazioni di identificazione continuano incessantemente senza sosta, Locali come quelli di Fernettiribadisce il SAP in una nota- non sono spazi adeguati per poter accogliere così tanta gente, al massimo possono ricevere in sicurezza e dignità forse 5, 8 persone, e non 20 anche 30 come sempre più spesso accade. Le condizioni di queste persone che hanno affrontato un viaggio lungo e difficile spesso a piedi in mezzo ai boschi è assai precario”.

Il Sindacato sottolinea infatti come ancora oggi, nonostante i numerosi appelli, non sia stato messo in pratica un controllo sanitario che entri in azione automaticamente in caso di rintracci: “Sono sempre più numerosi i casi di scabbia riscontrati, facilmente riconoscibile da tutti, ma non si conosce nulla sulle loro condizioni generali”. Sono necessarie opportune igienizzazioni su mezzi -tra l’altro inadeguati- e ambienti, denuncia ancora una volta il segretario Tamaro, per proteggere gli operatori che ogni giorno si trovano a stretto contatto con queste persone e devono poter lavorare in sicurezza. La situazione è aggravata da turni sempre più lunghi e pesanti per gli Agenti di Polizia di Frontiera, i quali devono fare i conti con una carenza di organico cronica che, malgrado lo stato di emergenza, il Dipartimento non ha ancora ritenuto opportuno colmare, affiancando personale della stessa “specialità” da altre provincie. Il SAP si ritrova quindi, un’altra volta a dover lanciare un segnale per destare l’attenzione da parte dalle Autorità, perché la situazione è ormai ingestibile

E che dire dell’iniziativa delle pattuglie miste sul confine? E’ arrivata proprio in questi giorni da parte del presidente Fedriga, la conferma di voler rinnovare gli accordi presi con la Slovenia: “L’Amministrazione regionale chiede al Governo di rinnovare gli accordi per i controlli congiunti ai confini italo-sloveni e di potenziare al contempo le azioni di contrasto all’immigrazione illegale attraverso l’impiego di nuove tecnologie”. Decisione che desta non pochi dubbi, viste le perplessità sollevate in merito all’efficacia delle stesse nel corso dell’incontro dei quattro Prefetti del Friuli Venezia Giulia in Consiglio regionale. Secondo quanto dichiarato dal governatore del FVG: “L’obiettivo è quello di intercettare i migranti ancor prima del loro ingresso in Italia, liberando così le nostre istituzioni dagli oneri legati alla gestione dei richiedenti asilo”, un progetto che sembra poter funzionare sulla carta ma rimane irrealizzabile dal punto di vista pratico, data la vastità del territorio da coprire e le poche risorse a disposizione. Tenendo conto poi delle dichiarazioni rilasciate dal Prefetto di Trieste, Valerio Valenti, il quale ha rivelato che “Gli arrivi degli ultimi mesi oscillano tra le 150 e le 300 persone a settimana […]; solo 40 migranti sono stati rintracciati in Slovenia, meno di quelli che le pattuglie miste hanno fermato al di qua del confine”, appare alquanto inverosimile che la Slovenia decida, tutto ad un tratto, di accollarsi la responsabilità degli arrivi.