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mercoledì, 10 Agosto 2022

“Il balcone è mio!?”. Parte comune oppure no? Che cosa succede nel Condominio 2.0

09.09.2019 – 11.25 – I balconi di un condominio non sono parti comuni. In un condominio, le spese relative alle parti comuni vengono ripartite tra tutti i condomini in proporzione ai millesimi di proprietà di ciascuno, come disposto dall’art. 1118 Codice Civile, comma 1: “Il diritto di ciascun condomino sulle parti comuni, salvo che il titolo non disponga altrimenti, è proporzionale al valore dell’unità immobiliare che gli appartiene”; tuttavia, l’elenco di tali parti comuni contenuto nel Codice Civile (art. 1117) non comprende i balconi, mentre, dal 2013, comprende le “facciate”, termine inserito nell’art. 1117 Codice Civile dalla Legge n. 220/2012, in vigore dal 18.06.2013.

Questa dimenticanza del legislatore ha complicato l’interpretazione della norma indicata in precedenza, dato che la tematica dei balconi condominiali è sempre stata fonte di accese dispute, proprio con riguardo alla disciplina applicabile in merito alle relative spese da sostenere. In passato, si riteneva che i balconi, trattandosi di elementi non necessari all’esistenza dell’edificio – in quanto elementi non portanti della struttura del fabbricato – fossero da considerare di proprietà esclusiva del titolare dell’immobile; i relativi costi di manutenzione e rifacimento dovevano rimanere a totale carico del proprietario, dovendo soltanto servire a proteggere l’area di calpestio (Cass. sent. n. 14576/2004 del 30.07.2004). L’evoluzione giurisprudenziale e dottrinale successiva ha, innanzitutto, differenziato il tipo di balcone:

  • i balconi incassati all’interno dei muri perimetrali hanno la funzione di sostegno e copertura, quindi sono di proprietà comune dei titolari dei rispettivi piani sovrapposti, i quali si dividono anche le relative spese; art. 1125 Cod. Civ. “Le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute in parti eguali dai proprietari dei due piani l’uno all’altro sovrastanti, restando a carico del proprietario del piano superiore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto”
  • i balconi aggettanti, invece, sono quelli che sporgono verso l’esterno dell’edificio, e non hanno alcuna funzione di copertura o sostegno, ma costituiscono soltanto il prolungamento della corrispondente unità immobiliare.

In relazione alle spese relative ai balconi aggettanti, attualmente si tende a dare molta importanza all’eventuale funzione decorativa ed estetica che il balcone assolve per la facciata condominiale; si distingue a seconda che l’intervento manutentivo interessi la struttura portante del balcone, spesa sarà a carico esclusivo del proprietario, oppure il suo rivestimento, che va considerato quale bene comune di tutti i condomini se contribuisce al decoro architettonico dell’edificio e come tale ricadente nella disciplina dell’art. 1117 del Codice Civile. Pertanto, si è giunti a distinguere i vari elementi che compongono il balcone e a ritenerli parti comuni o meno a seconda della funzione che svolgono. In concreto, si può affermare che spettano al singolo proprietario del balcone le spese relative alla parte interna del balcone ed al piano di calpestio come l’impermeabilizzazione e la pavimentazione. Sono parti comuni, e quindi gravano su tutti i condomini, i costi relativi agli elementi esterni dei balconi, quali ringhiere, parapetti, frontalini, fioriere, se contribuiscono all’abbellimento ed al decoro architettonico dell’edificio (Cass. sent. n. 6624/2012 del 30.04.2012; Cass. sent. n. 21641/2017 del 19.09.2017).

Per quanto riguarda il cielo, cioè la parte sottostante al calpestio del balcone, la tesi più remota aveva ritenuto che le spese per la sua manutenzione fossero a carico esclusivo del proprietario dell’appartamento inferiore, potendo corrispondere al soffitto; ad oggi, prevale invece che il sottobalcone sia una parte condominiale in quanto visibile dall’esterno, con funzione estetica e decorativa per l’intero edificio, dunque le relative spese di manutenzione dovrebbero gravare su tutti i condomini. In ogni caso, sarebbe opportuno verificare anche nel regolamento di condominio se tale parte del balcone sia stata considerata di proprietà esclusiva del titolare del balcone o di proprietà condominiale.

È bene sapere che l’individuazione degli elementi elementi e la loro funzione decorativo-architettonica non possono essere definiti in astratto, ma devono essere sempre effettuati in concreto, anche in base alle caratteristiche dello stabile, dei luoghi e, come sopra accennato, al regolamento condominiale. La Cassazione ha chiarito che la spesa relativa ai frontalini dei balconi non può essere ripartita tra tutti i condomini se non viene provata la loro funzione ornamentale rispetto all’edificio (Cass. Sent. n. 1784/2007 del 29.01.2007). Se l’intervento manutentivo riguarda parti individuali del balcone (ad esempio il piano di calpestio), ma i lavori si rendono urgenti perché sussiste un pericolo per l’incolumità delle persone, allora l’amministratore del condominio può compiere atti conservativi (art. 1130 Cod. Civ.) con ratifica successiva da parte dell’assemblea.

Per quanto sopra descritto è evidente che la risoluzione delle questioni correlate ai balconi non è sempre facile e scontata; pertanto, occorre verificare caso per caso ogni singola situazione.

Massimo Varrecchia

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