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martedì, 6 Dicembre 2022

Chi non stacca è un pirata del Web: dopo il blitz, per gli utenti rischio di multa e reclusione

18.09.19 – 14.36 – Alzi la mano chi, fra gli utilizzatori di Internet, non ha mai guardato un film o una serie televisiva da un sito pirata. La questione qui però è diversa e molto più grave ed estesa, ed è quella che sta alla base di una importante operazione su area europea che ha portato all’oscuramento della piattaforma Xstream Codes – più di 700mila utenti – e dell’azione lampo della Guardia di Finanza, Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche, intervenuto con più di 100 uomini contro una rete illegale di diffusione via Internet delle trasmissioni televisive copiate da emittenti a pagamento.

Azione che ha visto uomini delle rispettive forze di polizia nazionali impegnate allo stesso tempo in Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Italia e Olanda, con emissione da parte della Procura di Napoli di otto ordini europei d’indagine contro un’associazione a delinquere operante dal 2015. “Secondo le informazioni giunte dall’Olanda gli utenti della  piattaforma sarebbero 50 milioni”; quelli bloccati nel corso dell’azione della mattinata sarebbero quelli collegati in quel momento, ha spiegato il tenente colonnello Gianluca Berruti. L’organizzazione ora smantellata era sorvegliata già dal 2017; tutto è partito dal monitoraggio di alcuni siti sospetti, e ha portato alla scoperta della reale estensione della rete criminale che garantiva la possibilità di fruire, su abbonamento e a prezzo molto basso, di contenuti riprodotti attraverso Internet ma in realtà di proprietà di altre emittenti che sostenevano i molto più onerosi costi di produzione e distribuzione, proponendo abbonamenti al prezzo di mercato. Azione criminosa nata in Bulgaria, forse, con ideatori di nazionalità greca, ma rapidamente sviluppatasi attraverso un’estesissima rete di contatti e una infrastruttura di server europei: per giunta, quasi tutto ‘alla luce del sole’. E qui scatta l’ulteriore problema, perché sia chi lavorava direttamente o indirettamente per la rete illegale di diffusione – sistemisti e specialisti della comunicazione e di Internet, commerciali, amministrativi – sia chi acquistava i contenuti tutto poteva dire ma non di essere inconsapevole di cosa stesse accadendo. Da qui la concreta possibilità che a essere perseguiti siano ora anche gli utenti che avevano acquistato l’abbonamento a soli 12 euro: la pena prevista è da 6 mesi a 3 anni di reclusione, con multe dai 2500 ai 25mila euro. Si rischiano quindi la multa e il carcere.

[c.s.]

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