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domenica, 7 Agosto 2022

“Trieste Senza Sprechi”, primo compleanno delle attività all’insegna della sostenibilità

13.08.2019 – 15.24 – Nell’estate 2018 un gruppo di giovani triestini ha dato il via all’iniziativa volta a promuovere un consumo responsabile che riduca quotidianamente la produzione di rifiuti. Il team di volontari, nato sull’onda del movimento internazionale #ZeroWaste, organizza in città interventi ambientali, eventi divulgativi rivolti alla cittadinanza e conta già numerose collaborazioni con realtà associazionistiche e commerciali. Di tutto questo abbiamo parlato nell’intervista con Anna Masiello e Nicolò Barago, due dei membri fondatori del gruppo.

Anna, com’è nata l’idea di Trieste Senza Sprechi e come si vi siete incontrati?

Io sono di Muggia, ma vivo a Lisbona dove ho appena concluso una Magistrale in Ambiente e Sostenibilità. Qui, dove vivo, ci sono vari negozi specializzati nel ‘zero waste’, ovvero la vendita di prodotti sfusi, e quindi ho pensato che vivere senza sprechi e senza rifiuti non sia difficile. È già da due anni che ho intrapreso questo percorso ed ora vivo senza produrre quasi alcun tipo di rifiuto non riciclabile.
Nell’estate del 2018, mentre mi trovavo in Italia per le vacanze, continuavo a sentirmi dire che Trieste non era come Lisbona, che non c’erano negozi sfusi e che vivere ‘zero waste’ era impossibile. Un giorno decisi di fare un giro in centro alla ricerca di negozi che vendessero anche solo un prodotto sfuso, con l’idea di fare una lista da rendere pubblica per chiunque volesse ridurre i prodotti confezionati e dunque il proprio impatto sull’ambiente. In un pomeriggio avevo già trovato vari negozi che proponevano prodotti sfusi e scrissi un post su Facebook a riguardo chiedendo ai miei contatti di segnalarmi altri esercizi commerciali per aumentare la lista, e ci fu un grandissimo responso con centinaia di ‘mi piace’ e condivisioni, e un primo articolo online sull’argomento. Capii che non ero la sola ad essermi interessata a questa tematica e che a Trieste ci sono un sacco di persone sensibili ai temi ambientali. Da lì raccolsi varie segnalazioni e si aggiunsero subito al team Ilaria Perini e Valentina Delconte che conoscevo sin dai tempi delle scuole superiori. Il 7 agosto 2018 abbiamo reso pubblico il sito con la mappa interattiva, il blog, la pagina Facebook e quella Instagram. Nicolò si è aggiunto poco dopo e ora siamo in 10″.

E per te, Nicolò?

Diciamo che Trieste Senza Sprechi (TSS) nasce dalla volontà di rendere Trieste una città più sostenibile, sensibilizzando tutte le persone a ridurre i loro rifiuti. Questo obiettivo, è tra l’altro condiviso sia dalla Regione Friuli Venezia Giulia che dall’ARPA FVG. TSS è quindi un’iniziativa di cittadini che desiderano rispettare l’ambiente. Direi che tutti e tutte abbiamo in comune da un lato il desiderio di voler ridurre il nostro impatto ecologico, dall’altro un percorso universitario che, essendo diverso per ciascuno, permette a TSS di avere uno sguardo ampio sulle tematiche ambientali.

Qual è dunque il bilancio complessivo dopo un anno di attività?

Sicuramente positivo! Possiamo dire con orgoglio di aver organizzato molte iniziative diverse di pulizia di luoghi come la Val Rosandra, il Parco del Farneto o il Porticciolo di Santa Croce, che sono meravigliosi ma purtroppo non esenti dalla presenza di rifiuti. Un ringraziamento speciale va ai co-organizzatori di queste iniziative: ESN Trieste, Trieste Altruista e Legambiente, ma soprattutto a SOS Carso, con i quali abbiamo un bel rapporto di amicizia e di collaborazione. Siamo stati invitati a parlare nell’ambito di diversi eventi di divulgazione alla presenza di enti importanti tra cui l’Università degli Studi di Trieste, OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale), Legambiente, Greenpeace Gruppo Locale Trieste, Amnesty International Italia e non solo. Abbiamo partecipato a varie edizioni di Barbacan Produce e non possiamo fare altro che ringraziare tutte le persone che abbiamo incontrato, augurandoci di re-incontrarle in futuro per collaborare nuovamente.

Nicolò, com’è stato il riscontro nel corso dei vari eventi divulgativi?

In generale l’interesse per l’argomento è fortunatamente molto alto in questo momento storico ed abbiamo dunque conosciuto tantissime persone meravigliose con cui abbiamo potuto scambiare opinioni e consigli. Uno dei momenti più belli di TSS è stato secondo me portare sul campo i ragazzi del Liceo Galilei alle uscite ecologiche, perchè hanno mostrato un entusiasmo enorme. Credo che ripulire fisicamente aree verdi, boschive e costiere dai rifiuti lasciati dall’uomo faccia davvero prendere una solida consapevolezza sullo stato in cui si trova l’ambiente e credo che sia anche una splendida opportunità per far nascere una sensibilità particolare nelle persone.

Anna, anche sui Social siete molto attivi nel promuovere abitudini di consumo consapevoli e sostenibili, e lo scorso mese avete inoltre aderito a Plastic Free July, vero?

Il Plastic Free July (luglio senza plastica) è un’iniziativa globale nell’ambito della quale migliaia di persone accettano la sfida di vivere totalmente senza plastica durante tutto il mese di luglio e, una volta sperimentato il modus operandi, possibilmente per il resto della propria vita. Per 31 giorni abbiamo condiviso ogni giorno una piccola guida con semplici abitudini di consumo per sostituire prodotti in plastica con opzioni migliori. Ricordiamo ad esempio: comprare il detergente sfuso usando sempre lo stesso contenitore, servirsi di una borraccia invece che comprare tante bottiglie in plastica usa e getta, usare lo shampoo solido, scegliere la coppetta mestruale o gli assorbenti lavabili invece di quelli usa e getta, evitare gli abiti in poliestere e molto altro. È un’iniziativa molto importante in quanto la plastica ormai si trova davvero ovunque e rappresenta un grandissimo problema ambientale. Questo materiale infatti non si biodegrada: non scompare mai, ma si scompone sempre in pezzetti più piccoli, chiamati microplastiche (quando sono < 5mm): soltanto il 9% della plastica prodotta fino ad oggi è stato riciclato, il 91% si trova in discariche, è stato incenerito o si è disperso nell’ambiente. In tutti e 3 i casi costituisce una grande minaccia per la nostra salute e per gli animali, che spesso la ingeriscono o ne rimangono impigliati. Cambiare le proprie abitudini non è semplice e a volte, specialmente all’inizio, può richiedere uno sforzo maggiore. Speriamo, con la nostra attività, di incentivare i semplici passi che si possono fare nella vita di tutti i giorni e di far capire che il cambiamento non viene tutto in una volta, ma che è il risultato di tanti piccoli passi presi nella direzione giusta.

E per andare in questa direzione potete contare anche sulla collaborazione, oltre che delle realtà associative, anche di diverse attività commerciali.

Siamo felici di supportare tutti i negozi che si impegnano ad offrire prodotti sfusi o in linea con uno stile di vita a basso impatto ambientale. Promuoviamo l’acquisto di oggetti e abiti usati in modo da non dover ricorrere all’utilizzo di tutte quelle risorse, rinnovabili e non, che servono per creare prodotti nuovi, evitando quindi un grande impatto negativo sul pianeta. Promuoviamo l’acquisto di alimenti locali e stagionali, supportando la comunità e produttori locali. In sostanza ci proponiamo di essere una guida per i cittadini e mostrare loro dove e come possono fare acquisti senza imballaggi e a basso impatto sull’ambiente e allo stesso tempo vogliamo pubblicizzare e promuovere questi negozi in modo da aumentare i loro clienti con la speranza di influenzare ulteriori esercenti ad aderire a questo tipo di commercio sostenibile. Da un lato, il cittadino può, attraverso la mappa sul nostro sito, trovare i negozi dove comprare prodotti sfusi e distributori di acqua portando ad un beneficio in termini ambientali attraverso la riduzione di imballaggi e, dunque, di rifiuti. Dall’altro, i negozi coinvolti hanno visto un aumento della clientela perché oggigiorno i consumatori sono sempre più consapevoli nello scegliere i prodotti da acquistare. Possiamo dunque dire che l’esperienza di TSS è fruttuosa per entrambe le parti.

Quali sono, Anna, le vostre prossime iniziative ed i progetti futuri?

Crediamo fermamente che l’educazione ambientale sia fondamentale per ottenere un cambiamento e vogliamo continuare a promuoverla non solo nelle scuole, ma anche attraverso interventi di pulizia di spiagge e boschi sempre più frequenti, workshop di autoproduzione, mercatini, bookcrossing, eventi di baratto di vestiario, nuove sfide sui Social come ad esempio il primo festival sostenibile di Trieste.

Il tuo sogno, Nicolò?

Creare il primo festival sostenibile a Trieste, dove ci sia spazio al contempo per la musica e per la discussione sulle tematiche ambientali, grazie anche alla presenza di esperti dell’ambito scientifico ed operatori provenienti da tutti i settori che quotidianamente studiano l’ambiente in tutti i suoi aspetti. Un festival con cibo esclusivamente a chilometro zero e le bevande, anch’esse chilometro zero, servite esclusivamente in bicchieri su cauzione; ma servirà del tempo per realizzare questo sogno. Intanto posso anticipare con grande soddisfazione che questo autunno si terrà il primo evento ufficiale di TSS, organizzato insieme all’Associazione Musicale Jambo Gabri e a ProgettiAmo Trieste, grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia. Sarà la prima pietra per creare qualcosa di nuovo a Trieste: diffondere la cultura ambientale ma, al contempo, divertirsi.

[s.c.]

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