Piccin (FI): “Caccia unica soluzione contro l’invasione dei cinghiali”

22.08.2019 – 13.19 – “Dalla consigliera Dal Zovo soltanto fantasie e idee improvvisate dalla dubbia efficacia: l’unica soluzione al momento praticabile per il contenimento dei cinghiali, necessario per limitare non soltanto i danni all’agricoltura ma anche i pericoli nelle strade e nei centri abitati, passa attraverso una nuova regolamentazione in materia di caccia”.
Risponde così la consigliera regionale Mara Piccin (Forza Italia) alle dichiarazioni di Ilaria Dal Zovo (M5s) circa presunti “metodi di contenimento alternativi” per contenere i danni causati dalla fauna selvatica.
Piccin rilancia: “Alla ripresa dei lavori consiliari – annuncia – faremo in modo che la nostra proposta di legge nazionale, “Norme in materia di prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica”, sia discussa per essere al più presto portata all’attenzione del Parlamento. Nelle audizioni abbiamo sentito direttamente dagli agricoltori quanto il settore, già di per sé penalizzato su più fronti, non possa più attendere una soluzione. Allo stesso modo va preservata l’incolumità degli utenti della strada e degli abitanti dei nostri centri dalle invasioni degli ungulati”.

“Nel suo mondo ideale di coesistenza tra attività umane e cinghiali, Dal Zovo suggerisce presunte alternative alla caccia senza tener conto dell’urgenza, facendo riferimento a sperimentazioni di soluzioni sulle quali permangono dubbi di applicabilità su larga scala. Abbiamo un recente esempio concreto – ironizza Piccin – dell’efficacia delle politiche 5 stelle in materia: i cinghiali si sono impadroniti anche di Roma, causando incidenti e pericoli”.

La Pdln che vede come prima firmataria Piccin intende apportare modifiche alla legge 157 del 1992 (“Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”), con l’obiettivo di far sì che le Regioni gestiscano il controllo degli ungulati anche al di fuori dei periodi e degli orari oggi vigenti, affidando l’attuazione dei Piani di abbattimento ai cacciatori soci alle Riserve di caccia, coordinati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni pubbliche. “Bene le dichiarazioni di intenti espresse con le mozioni – aggiunge Piccin – ma per risolvere il problema è ora di fare sul serio: la gravità del problema è emersa in ogni Regione ed è nostro compito sollecitare lo Stato a modificare le leggi in materia venatoria. Da ricordare che, oltre agli ingenti danni causati all’agricoltura, persiste il pericolo incidenti: l’osservatorio Asaps, nel 2018, ha registrato in Italia 148 incidenti significativi col coinvolgimento di animali, nei quali 11 persone sono morte e 189 seriamente ferite. Un trend che purtroppo si va confermando”.

[c.s.]