14.3 C
Trieste
sabato, 26 Novembre 2022

Nicolette Mandarano, “Musei e media digitali”. Riflessioni sul futuro della divulgazione

05.08.2019 – 14.59 – Trieste può vantare ben 23 esposizioni museali e, in un periodo in cui i flussi turistici nella nostra città sono in costante aumento, è naturale interrogarsi sul miglior modo per far conoscere le ricchezze del nostro territorio. Qual è dunque il futuro per la divulgazione dei musei e del loro patrimonio culturale? A questa domanda prova a rispondere il libro “Musei e media digitali” di Nicolette Mandarano presentato al Caffè San Marco nelle scorse settimane. Il volume, edito da Carocci Editore, si propone come sunto di quanto fatto sino ad ora dagli enti museali in Italia e a all’estero in materia di media digitali ed è, al contempo, un ottimo spunto di riflessione per quanto ancora ha da venire.
Le direttrici da cui si dipanano le riflessioni dell’autrice sono principalmente due: la divulgazione all’interno delle esposizioni, quindi le tecnologie che accompagnano il visitatore nel mentre della visita, e la divulgazione verso l’esterno, attraverso l’uso dei media, per attrarre turisti ed autoctoni. Su questo ultimo aspetto il libro vuole essere una mappa che segue tante strade che aiutino a capire come cambia la comunicazione dei beni storici, focalizzandosi molto sul contesto dei social-network, nell’ambito del quale creare una efficiente rete di partecipazione è oggigiorno fondamentale per condividere il patrimonio culturale.
Essenziale è dunque ascoltare attentamente i feedback dei visitatori oltre che in loco anche tramite le recensioni negative lasciate sulla rete, vero punto di partenza per poter migliorare l’esperienza della visita museale. “Se il pubblico non capisce è colpa nostra!” ammonisce l’autrice. “Abbiamo il dovere di farci capire e di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione -siti web e social- al fine di una comunicazione efficace ed univoca perché la ‘mission’ di un museo dev’essere unica e ben definita”.

Il rapporto tra la conservazione del patrimonio storico e le nuove tecnologie, c’è da dire, non è privo di difficoltà. La prima delle quali, spiega l’autrice, si ha dal difficile relazionarsi tra gli operatori umanisti che già lavorano negli enti e gli operatori esterni del mondo informatico che poi vanno a dare forma ai progetti tecnologici. Il risultato è che molti bandi per selezionare sviluppatori di ‘App’ per musei sono andati deserti perché scritti male; in altri casi, sono stati approvati progetti poco calati nel contesto e rivelatisi poi fallimentari.
Ancora molto freddi i riscontri nel nostro paese anche nei casi di ‘App’ ben programmate e strutturate: i download restano ancora pochi, l’uso molto basso, e molti visitatori chiedono a gran voce la presenza di visite con la guida in persona. Tra le cause principali, oltre alle difficoltà a garantire sempre un ottimo servizio di connessione Wi-Fi, il fatto che il pubblico giovane tende ad essere molto selettivo e dunque molto meticoloso nel risparmiare spazio per ulteriori ‘App’ sul proprio dispositivo, mentre quello più anziano ha oggettive difficoltà tecniche. Per ovviare a questi ostacoli, la Galleria Corsini di Roma ha acquistato alcuni dispositivi Tablet su cui sono già installate le ‘App’ con la guida multimediale al museo, registrando ottimi riscontri.
Tra i trend dei recenti anni, impossibile non nominare il SelfieDay, giorno in cui si invitavano i visitatori a farsi un autoscatto accanto ad un’opera d’arte in modo da inondare le bacheche social con capolavori più o meno noti del nostro patrimonio culturale. “Non demonizzo il Selfie a priori, perché può essere un ottimo gancio con cui comunicare verso l’esterno”, continua la Mandarano, “però in Italia l’iniziativa non ha avuto i risultati sperati. Per quanto riguarda invece le tendenze dei videogames ambientati nei musei mi preoccupa una eventuale ‘moda’ che potrebbe convincere tutti gli enti museali a realizzare dei videogiochi pur non avendo risorse e quindi con il rischio di fare prodotti poco consoni”.

[s.c.][foto: Monet al Chateau Dauvers-Sur-Oise, 2017]

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore