“L’arte di dire la verità ma senza ferire e di imparare ad ascoltare ma senza subire”. Questo e molto altro lo scopriremo con Lorenzo Battistutta

22.08.19 – 12.00 – Lorenzo Battistutta è un ricercatore in campo umanistico. Si è formato, ha ricercato e sperimentato per anni, in vari campi e discipline molto differenti; fino a diventare un divulgatore ed un educatore. Fonda a Udine Aligen Istituto di Libere Abilità, allo scopo di divulgare la conoscenza dell’Etica; e di molti altri corsi riguardanti le Dinamiche Relazionali, il Denaro Etico, lo studio dell’ Eneagramma, l’ Autostima e via dicendo. Scopriamo direttamente dalle sue parole come si è sviluppato questo viaggio di osservazione; in un percorso poliedrico e multiforme.

Qual è stato il motore che ti ha spinto a ricercare?

Il tutto nasce da un interesse nato già in pre adolescenza. Ricordo momenti di riflessione riguardo fatti diversi accaduti nella vita quotidiana; il mio pormi domande in merito alle motivazioni di certi atteggiamenti. Come mai si litiga, come mai non si va d’accordo,perché quella persona non capisce; cosa passa nella testa di una persona che reagisce con un determinata comportamento. Parlo di reazioni sia in negativo che in positivo, come per esempio di fronte alla comprensione; queste costanti domande mi hanno sempre accompagnato. Nessuno parlava di questo, le mie domande non avevano risposta. Dopo due infortuni avuti in tarda adolescenza la mia vita è stata stravolta; sono entrato in contatto con la sofferenza fisica ed interiore, con la perdita di funzionalità. Non ero più a contatto ne’ con me stesso ne’ con gli altri; tutti gli interrogativi si sono quindi ulteriormente ampliati. E’ stato doloroso non trovare risposta nelle cure mediche, mi sono rivolto a vari tipi di professionisti classici ed alternativi.

Da questo com’è partito il tuo percorso professionale?

E’ stato una conseguenza; mi sono avvicinato a corsi di vario genere. Con psichiatri, poi corsi di Yoga, di Leadership, riguardo le dinamiche genitoriali con terapeuti legati alla Gestalt. Il Tai Chi, Reiki, Rebirthing; ho partecipato a seminari con Padre Anthony (filosofo, teologo e scrittore indiano) e con lo psichiatra Veniero Galvagni (psichiatra). Così come mi sono avvicinato alla psicologia all’università; trovavo molte ipotesi e teorie ma non le risposte a quel che desideravo. Ciò che mi ha invece colpito profondamente è stato invece lo studio del Dharma, un termine sanscrito che letteralmente intende “lo studio della legge”. Non è la legge come la si intende normalmente ma è la legge naturale; la legge della natura che governa tutte le cose e anche l’uomo ovvero “il non ferire e il non subire“, io la traduco così. Ho seguito quindi una scuola collegata a Charles Berner basata appunto su questo principio.

L’altro aspetto in questa scuola spirituale sono stati gli Intensivi di Illuminazione; ritiri di meditazione per scoprire chi si è. Sono stati l’avvio ad un viaggio interiore, in contemporanea allo studio di ciò che io chiamo Etica (il Dharma). Questo ha dato risposta a molte domande che mi ero posto ma successivamente mi sono allontanato dal gruppo e ho continuato il mio percorso con lo Studio dei Caratteri; secondo la visione di Claudio Naranjo psichiatra cileno.

Che cos’è l’Etica?

Tutti parlano di etica ma nessuno la conosce, è un’arte che si impara nel tempo. E’ l’arte di dire la verità ma senza ferire ed è l’arte di imparare ad ascoltare ma senza subire. Questi due movimenti sono i grandi insegnamenti di tutte le religioni, oggi vengono dati per scontati; non vengono studiati. Perciò si ferisce, si invadono gli spazi, si ignora la modalità diversa dell’altro, valida quanto la propria; non ci si accorge di meccanismi (manipolazioni, bugie, omissioni) procurati e ricevuti. Per l’ Etica chi sta sbagliando è colui che non sta usando i talenti che la vita gli ha dato, oggi sembra meglio non dire e non fare così non si verrà criticati perché non si sbaglierà mai. E’ esattamente l’inverso invece, se sei vivo devi dire quello che pensi; questo è tremendo o bellissimo.

Ci sono tanti pezzi di verità,  ma l’abitudine oggi è bypassare la vita è parlare dell’assoluto. Il sacro o il profano per esempio come assoluti; e la vita reale non viene affrontata. Certo negli spazi sacri si sta benissimo, ma quando rientri nella vita ti ritrovi banalmente a litigare con qualcuno. La materia e lo spirito sono due facce della stessa medaglia; mentre spesso c’è una voragine tra questi due mondi. C’è bisogno di qualcosa che funzioni nella realtà, quindi un modo per portare l’assoluto nel relativo, attraverso degli scalini.

Un esempio concreto per capire meglio questo concetto?

Per esempio in una relazione di coppia far sì che la donna si senta rispettata e contemporaneamente l’uomo. Se nel dialogo c’è un grande rispetto reciproco ma anche nell’intimità e nel denaro e nella gestione del tempo e dei punti di vista; allora quando si riesce a vivere tutto questo, interagendo profondamente si è nell’assoluto, tramite il relativo.

La prossima settimana proseguiremo l’intervista, parlando di relazioni, di sessualità e molto altro ancora.

Chi fosse interessato ad informazioni può contattarmi come referente Rosso Limone alla mail: [email protected]]

*foto @Giuliana Milos