Immagine di repertorio risalente alla costruzione degli sloveni delle “barriere” al confine, nel 2015, con impiego dei militari

23.08.2019 – 08.45 – La Slovenia ha iniziato a costruire altri quaranta chilometri di barriere al confine con la Croazia, con lo scopo di porre un freno all’immigrazione clandestina. Secondo quanto riporta l’emittente POP TV e il giornale La Voce del Popolo, Lubiana ha optato per erigere un altro muro – per lo più barriere di metallo – tra i villaggi di Žuniči e Zilje, nella zona vicino al fiume Kupa. Negli ultimi mesi, infatti, i migranti irregolari sono transitati soprattutto in quest’area, dopo aver oltrepassato la Croazia seguendo l’ormai familiare percorso della Rotta Balcanica. I lavori, iniziati ieri, proseguiranno celeri e secondo quanto dichiarato dalle autorità slovene, anche questo lembo di confine sarà “completamente protetto“. Merita osservare come per la prima volta la difesa del confine sia stata privatizzata, in quanto l’incarico di erigere la barriera non è stato affidato alle forze armate, come in precedenza, ma alla società Legi-SGS di Belgrado, che ha ricevuto dallo stato sloveno 4,56 milioni di euro.
“La barriera verrà costruita temporaneamente nelle aree dov’è necessario, per prevenire attraversamenti illegali del confine di stato e garantire la sicurezza dei cittadini e delle loro proprietà” – ha informato Irena Likar, portavoce del Ministro dell’Interno.

Le prime barriere erette dalla Slovenia risalgono ai primi, grandi flussi migratori del 2015-2016. Nel corso degli anni la Slovenia ha costruito quasi 179 km diostacoli tecnici temporanei“; tra questi 116 con filo spinato e 63 con pannelli di metallo. Non solo nelle attività di presidio, quanto nella costruzione del muro stesso, l’esercito sloveno ha giocato un ruolo fondamentale. Il costo? Diciannove milioni, senza contare, come ha osservato la Voce del Popolo, gli indennizzi per i proprietari dei terreni e le paghe dell’esercito. Secondo quanto riportato da Euronews e il New York Times, la Slovenia ha registrato nel 2019 quasi 7.415 ingressi illegali da gennaio a luglio, con un aumento notevole rispetto al 2018, intorno al 56% maggiore.

[Immagine di repertorio risalente alla costruzione degli sloveni delle “barriere” al confine, nel 2015, con impiego dei militari]