Il mondo maschile ed il femminile, i figli e la coppia, l’autonomia, le vie dell’Essere; questo ed altro nell’intervista a Lorenzo Battistutta.

29.08.19 H.11.00

Riprendo l’intervista iniziata la scorsa settimana con Lorenzo Battistutta, ricercatore in campo umanistico. Per chi si fosse perso la prima parte, sotto il link all’articolo

“L’arte di dire la verità ma senza ferire e di imparare ad ascoltare ma senza subire”. Questo e molto altro lo scopriremo con Lorenzo Battistutta

Ciò che in alcuni grandi personaggi viene definito come genialità o talento come viene visto dall’Etica?

La genialità nella società moderna ha assunto un valore inestimabile, per quanto riguarda il Dharma (l’Etica) l’elemento centrale è la consapevolezza, non il talento, non l’intelligenza. Facciamo un’esempio, perché oggi una donna bellissima ha più valore delle altre? La bellezza ed il talento non sono un merito, è la vita che ti da questa caratteristica. Dipende cosa una persona fa poi con tutto questo; se viene usato per “non fare quello che devi fare” si chiama rubare.  Sesso, denaro, potere non sono sbagliati, non è mica un errore essere bellissimi e via dicendo; dipende cosa ne fai della tua bellezza. C’è chi sfrutta gli altri, se ne approfitta e usi gli altri con questi mezzi. A livello evolutivo quando progredisci questi talenti non ti interessano più, non sono importanti.

In questo momento storico due individui che iniziano una storia hanno solitamente un proprio vissuto relazionale precedente e spesso sono già autosufficienti, questo cosa implica nelle dinamiche maschili- femminili?

La psicologia dice che se una persona raggiunge l’autosufficienza sul piano fisico, emotivo e mentale allora è pronta per una relazione di coppia. Altrimenti si proietta sull’altro e ci si aspetta dall’altro che copra quelle carenze, che sono carenze, di fondo, del rapporto genitore-figli. Le attenzioni non ricevute, l’affetto non ricevuto, il contatto non ricevuto o le risposte. Se non si è mai stati stimato ma solo criticati, innanzitutto si impara  a criticare per primi; si abbattono gli altri senza neppure accorgersene, ma lasciamo perdere ora questo perché è pian piano modificabile. Quando nell’età adulta si portano fuori le proprie verità e si tenta di fare qualcosa, ci sarà il bisogno di un riconoscimento che se è molto forte, diventa compulsivo; questo romperà il rapporto perché il partner non è il genitore ma il proprio compagno. Il proprio compagno non può stare dietro ad un adulto e dire continuamente “bravo e bello”, dare continuo riconoscimento. L’ autonomia fisica, emozionale, mentale fa sì che non ci sia il bisogno di avere continua conferma perché si è già consapevoli della validità della cosa. Quindi ci si confronta con il partner ed è normalissimo, in un ruolo alla pari tra adulti, non come genitore- figlio.

Nel mondo d’oggi si confonde l’emotività con la spiritualità; non c’è la chiarezza. Ci sono tre vie: quella istintiva, quella emotiva e quella razionale. Sono tre vie per arrivare all’ Essere, invece oggi l’ Essere viene detto cuore; mentre la mente è troppo cerebrale e l’istinto è animale. Il cuore invade la vita degli altri, li deruba da tutto e non è mai contento. Questo perchè si è eletto che “il cuore è tutto, il pensiero è niente”; poiché il pensiero sembra troppo razionale mentre “bisogna sempre lasciarsi andare”. Ma non è questa la legge naturale, è un lasciarsi andare sì, ma a quello che uno vuole, agli istinti; anche le emozioni sono istinti puri. L’autonomia è arrivare ad avere un’abilità di decisione, che non significa essere infallibili ma con la quale non si dipende dagli altri; la stessa cosa per le proprie emozioni. Se entrambe le persone sono autonome allora può iniziare una vera relazione e si rispettano i ruoli. La donna è in primis relazione, spirito, mondo sottile, l’uomo è fondamentalmente materia, mondo materiale. Ognuno si sente visto se viene accettato in questa visione e se viene valorizzato in quello che è il suo mondo; facendo in modo che ognuno possa esprimere il meglio di sé.

In alcune coppie uno dei due partner ha già dei figli, questo cosa implica nelle dinamiche?

È uguale all’aver comprato una casa oppure no, non è questione di intelligenza o maturità, è solo un’esperienza fatta oppure no. È semplicemente un’esperienza che non è in comune. Per il partner che ha figli è bello vedere che il compagno va d’accordo con loro, ma non è un criterio che deve diventare predominante nella scelta del partner. Nella relazione di coppia, l’errore che si fa oggi, non conoscendo l’etica, è che si da per scontato che “prima ci sono i figli e poi il partner”. Quindi il partner si sente sempre un po’ secondo, la cosa giusta da fare invece è portare il partner al proprio livello; quindi al livello della loro madre/padre naturale, consolidando davanti ai figlio il fatto che si è scelto quel partner. La coppia va sempre prima poi i figli; un tempo era naturale questo rispetto di questi ruoli, mentre ora è stato dato ai figli un potere illimitato.

Nei prossimi giorni proseguirà l’intervista con l’ultima parte riguardante la sessualità e l’ Amore.

[Chi fosse interessato ad informazioni può contattarmi come referente di benessere sessuale alla mail: [email protected]]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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