Forze dell’Ordine, 37 suicidi da inizio anno. SAP “carenza di psicologi anche a Trieste”

23.08.2019 – 8.20 – Suicidi in aumento tra le fila delle Forze dell’Ordine, sono in totale 38 i casi che si registrano da inizio anno, secondo i dati riportati da un’indagine di Cerchio Blu -Piattaforma Scientifica e Divulgativa nazionale sui temi inerente lo stress tipico degli operatori di Polizia e dell’emergenza- che conferma una crescita del fenomeno piuttosto esponenziale se confrontato con i 29 casi registrati nel 2018. Uno degli ultimo è avvenuto proprio a Trieste a fine giugno, quando un Sovraintendente della Polfer si è tolto la vita con la sua pistola d’ordinanza, lasciando una profondo senso di sconforto nell’ambiente delle Forze dell’Ordine triestino.

Un tema molto importante che come spiega il Segretario Provinciale del SAP, Lorenzo Tamaro: “Di sicuro è un fenomeno trasversale che negli anni ha registrato dei picchi. Oggi è di grande attualità anche perché la nostra è una professione dove lo stress del lavoro correlato è molto forte, inoltre il carico di lavoro nel corso degli anni è notevolmente cresciuto, mentre l’organico è diminuito. Senza contare che l’età pensionabile è aumentata rispetto ad un tempo, un aspetto che non dovrà essere sottovalutato”. Fattori che potrebbero contribuire ad aggravare una situazione già preesistente o provocare l’insorgere di una situazione di malessere che con il tempo potrebbe spingere gli agenti a compiere tale gesto estremo.

La questione solleva però anche un problema secondario collegato, ovvero la carenza di personale medico adeguato ad affrontare questi casi, ad oggi gli psicologi che operano sul territorio sono in totale 40 con il ruolo di comunicatori – a disposizione della collettività- e 15 per le situazioni di emergenza. Numeri che fa sapere il SAP, non sono sufficienti a far fronte alle necessità di tutti e che il segretario Tamaro definisce critica, una carenza di personale cronica che in alcuni territori, vede Questure del tutto sprovviste di psicologi come ad esempio Trieste dove, tra l’altro, sono accaduti diversi episodi”. La Polizia di Stato ha già avviato un tavolo di lavoro con la partecipazione dei sindacati, per affrontare il problema e capire come portare avanti un piano di azione per prevenire ulteriori episodi futuri.

Le statistiche pubblicate da Cerchio Blu danno un’idea sommaria di quanto sia allarmante la portata del fenomeno che riguarda 9,8 casi ogni 100 mila agenti a fronte dei 5 casi ogni 100 mila abitanti italiani. Le fasce più colpite sono quelle tra i 45-65 anni con una percentuale del 57.79% e quella tra i 25-44 anni con il 34.67%, dati che coinvolgono tutte le Forze dell’Ordine, ovvero Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Carabinieri, Polizia Locale e Guardia di Finanza. “Le ragioni che spingono un agente a togliersi la vita sono molteplici e impercettibili e l’avere a disposizione un’arma con cui agire in un lasso di tempo brevissimo è deleterio. Per questo dinnanzi ad un sintomo di cedimento, anche su segnalazione di un collega, all’agente viene tolta l’arma di ordinanza e ritirata la tessera” spiega l’Assistente Capo della Polizia di Stato, psicologa e rappresentante Sap, Anna Valle “Un intervento che se da un lato può essere letto come una sorta di tutela dall’altra rappresenta per l’agente un’ulteriore sconfitta da affrontare ed un isolamento sociale difficile da reggere”.

Secondo quanto riportato dalla dottoressa Valle, il Capo della Polizia Gabrielli avrebbe in programma un’azione per aumentare il numero degli psicologi attivi sul territorio, iniziando con il quadruplicare il personale attivo fino ad arrivare ad averne uno per ogni questura. Conclude la dottoressa “E’ necessario avere psicologi destinati agli agenti per fare prevenzione e psicoeducazione al benessere. […] Occorre un impegno costante e continuo. Ora con l’osservatorio interforze e il tavolo di Polizia gli strumenti ci sono, occorre agire affinché il numero dei suicidi scenda sensibilmente».