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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Che aria tira in Friuli Venezia Giulia? Polveri sottili in calo, sale l’ozono

23.08.2019 – 09.57 – L’aria del Friuli Venezia Giulia è complessivamente buona, nonostante permanga una quantità di polveri sottili e ozono tale da destare qualche preoccupazione. La qualità dell’aria, tuttavia, rispetto ai limiti di legge e – particolare importante – appare in miglioramento a confronto con l’anno precedente. La relazione sulla qualità dell’aria nel 2018 in Regione, presentata ieri dall’assessore regionale all’ambiente Fabio Scoccimarro e dal direttore generale di Arpa FVG, Stellio Vatta, tratteggia un quadro di luci e ombre, dove non mancano le criticità.
Le polveri sottili sono diminuite rispetto al 2017, anche se per buona parte grazie alle condizioni climatiche favorevoli alla loro dispersione, più che per l’azione umana.
Nel corso del 2018 il numero di superamenti giornalieri è andato oltre al limite di legge solo su una ridotta area della pianura occidentale, tra il confine con il Veneto e il Tagliamento, dove le caratteristiche climatiche sono simili a quelle della pianura padana. L’area con eccesso di superamenti giornalieri si estende su una superficie stimata di circa 100 chilometri quadrati (250 chilometri quadrati nel 2017), interessando una popolazione di circa 30.000 persone (112.000 nel 2017).

Va invece decisamente peggio per l’andamento dell’ozono, i cui valori sono in leggera crescita rispetto al 2017, con concentrazioni elevate su tutto il territorio regionale. La causa, tuttavia, è ancora una volta slegata dall’azione dell’uomo, perché causata dall’aumento delle radiazioni solari durante i mesi estivi.

Le concentrazioni di monossido di carbonio e biossido di zolfo rimangono basse, inferiori ai limiti di legge, con alcune eccezioni per le zone di traffico intenso e/o industriali; nel caso del secondo, concentrazioni alte sono presenti presso la Ferriera di Servola.

Rimane invece stabile, senza salire o scendere sensibilmente, il benzo(a)pirene, che continua a essere al confine tra il valore di legge e quello inquinante. La sua presenza ubiqua nell’entroterra e in pianura lascia supporre che venga causato dall’uso di legna come combustibile domestico, specie se a ciocchi e/o in impianti obsoleti.

La Relazione sulla qualità dell’aria è un rapporto redatto annualmente dall’Agenzia regionale per l’ambiente sulla base dei criteri fissati a livello nazionale ed europeo a tutela della salute. Il documento considera tutti gli inquinanti ‘normati’, ovvero quelli per cui esiste un limite di legge in aria ambiente, raggruppabili in due grandi famiglie: i Macroinquinanti (materiale particolato, ossidi di zolfo e azoto, ozono, benzene e monossido di carbonio) e i Microinquinanti (benzo[a]pirene e metalli pesanti quali l’arsenico, il cadmio, il nichel e il piombo).

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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