“Sweet Dream”, l’anteprima di anni Ottanta da sogno. Stupendo spettacolo in Piazza Verdi

15.08.2019 – 20.00 – È il revival Ottanta 2.0: ci fa ballare partendo dal panino con l’hamburger e una fetta di formaggio, ci fa ridere quando arriva lo straordinario architetto che fa finta di avere l’elicottero pur di non deludere la professoressa un po’ ingenua , ci fa ballare come matti quando le ragazze della paninoteca saltano su dai loro tavoli al ritmo di ‘Material Girl’; e ci parla anche di qualcosa di più importante, delle notizie che arrivano dalla radiolina, dopo la sigla del GR1 – e chi se la ricordava più – che parlano delle guardie vicine al muro, a Berlino, che hanno abbassato le armi e fanno passare tutti. Perché, con quel giorno del 1989, in novembre, e con il sogno della fine del muro che si fa realtà, sono finiti però anche gli anni Ottanta; e finisce anche lo spettacolo.

Dolci sogni anni Ottanta ieri sera 15 agosto in piazza Verdi, a Trieste, con “Sweet Dream”, spettacolo prodotto da Nathan Vitta con testo e regia di Leonardo Zannier, direzione musicale di Francesco Cainero e coreografie di Manuela Di Benedetto, che ha visto sul palco, davanti a una piazza gremita, un cast incredibile: Leonardo Zannier e Manuela Di Benedetto stessi, Gerry Zannier, un fantastico Dennis Fantina, Laura Antonini e Stefano Bartoli, supportati dalla band con Jimmy Bolco, Francesco Cainero, Riccardo Pitacco, Tiziano Bole e Manuel Figheli, Joy Jenkins e Alexia Pillepich con il corpo di ballo di Remitour.
C’è una teoria sociale che vuole spiegare la nostalgia per gli ‘Ottanta’, il ‘giumbotto’ di Faletti, i colori e la passione per gli imbarazzanti stereo portati in spalla: quella della ‘vendetta della Generazione X’. Secondo la teoria siamo noi quelli sul palco, i ‘vecchi’, quelli che ‘dalla metà degli anni Ottanta siamo diventati grandi’ ma ascoltavano i Duran Duran con la prima fidanzata in giro con l’Alfetta di papà; ‘vecchi’ che adesso, a cinquant’anni non vogliono arrendersi ai capelli persi e alle ‘cose che non stanno più su’, e saltellano ancora. ‘Intriguing idea’, come canterebbe Alan Parson, però non regge, perché ET e Star Wars, le catene sopra il giubbotto di pelle con le borchie e i nastri in testa di Madonna, Pacman e Cindy Lauper piacciono tanto anche ai ragazzi veri, che oggi hanno vent’anni sul serio. Sarà perché gli abbiamo mostrato il video sul nostro telefonino? O perché li abbiamo influenzati da piccoli, facendo girare continuamente le stesse canzoni e guardando Michael Jackson?

Probabilmente, gli anni Ottanta piacciono tanto perché la musica è davvero bella e non fatta in serie copia-e-incolla sul software del Mac, gli abiti sono colorati e un po’ fatti in casa e non tutti uguali da produzione di grande serie ‘cento-euro-e-ne-valgo-due’, il look è strampalato e un po’ da ridere, con quei rossetti rossi e il trucco forte, ma almeno divertente e non fatto solo di bianco e nero. Gli anni Ottanta sono stati la base per molte cose straordinarie che vediamo adesso, però adesso, visto che c’è tutto, c’è un po’ meno fantasia. E se indubbiamente a noi, con qualche anno in più, piace guardarci nello specchio e rivederci come allora, alla fine urlare ‘Wild Boys’ con la padella in una mano e la squadra da disegno nell’altra, e saltare come Cindy Lauper perché ‘wanna have fun’, piace a tutti. Un bellissimo musical, che si prepara ad andare nei teatri, di cui il Ferragosto in Piazza Verdi è stata un’anteprima.

[r.s.][foto: Trieste All News]