Sindacato di polizia, pattuglie confinarie miste: perplessità sulla reale efficacia

03.07.2019 – 10.16 – A pochi giorni dall’inizio dei servizi di pattugliamento misti che vedono la collaborazione tra le forze di polizia italiane e quelle slovene per il controllo della zona confinaria, attivate con l’obiettivo di frenare il flusso di migranti, arrivano le prime perplessità sulla effettiva efficacia operativa di questa scelta. Il SIULP Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia riferisce la propria perplessità sulla portata risolutiva delle pattuglie miste. Ad alimentare i dubbi del Sindacato in primo luogo sarebbe l’operatività delle pattuglie limitato ad una linea di 10 km, “Ciò significa che, considerato il fronte confinario di 243 (o 232 non si è capito) km, la copertura del territorio interessato dalla vigilanza delle pattuglie miste sarà del 4,11%”. Il SIULP inoltre sembra scettico anche per quanto riguarda l’operatività delle pattuglie miste, la quali saranno attive solo quattro volte a settimana: “Considerato che una settimana consta di 168 ore e che 4 turni di servizio da sei ore corrispondono a 24 ore, la copertura temporale dei controlli congiunti sarà del 14,2%”Il Sindacato non sembra molto convinto che tale impegno limitato possa veramente riuscire a far fronte alla reale necessità apportando un supporto, a detta del SIULP, che appare più una goccia nel mare, “per affrontare il tema in termini di concretezza -rincara il Sindacato- servono uomini e mezzi”.

Droni e telecamere non possono sopperire alla mancanza di presenza fisica sul territorio, dichiara il Sindacato, quello che realmente serve sono Poliziotti sul campo: Serve uno svecchiamento, servono le nuove leve uscite dalle scuole di formazione. Serve un arruolamento massivo. Gli ingressi oggi a stento riescono a reggere il turn over completo dei pensionamenti, ma siamo sotto organico di 20.000 unità a livello nazionale, mentre a Trieste abbiamo perso negli ultimi anni il 15% di una forza lavoro, a fronte di un considerevole aumento dell’età anagrafica”. La polemica non si ferma qui, il SIULP sostiene che lo Stato Centrale sta cercando di far passare la questione della Rotta balcanica un po in sordina “Rintracci, respingimenti, espulsioni coatte è tutto segretato. Sembra ci sia un veto su tutta l’attività afferente l’immigrazione. I numeri dei migranti fortunatamente li passa la Slovenia”. Conclude poi “Qui o si cambia passo o tra poco verremo sopraffatti dagli eventi ed è già tardi. Chi non ha la memoria corta è ben conscio della lotta all’immigrazione clandestina posta in essere con l’introduzione dell’art. 10bis del d.lvo 286/98. Una norma di pura creazione legislativa che sulla carta, nel 2009 ha criminalizzato l’ingresso illegale in ambito nazionale del migrante, comminando un’ammenda che va dai 5000 ai 10.000 euro. Un’ammenda che credo nessuno fino ad oggi abbia mai pagato, ma -scrive il Segretario Provinciale del SIULP, Fabrizio Maniago- sarei curioso di conoscere il dato nazionale”.