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venerdì, 2 Dicembre 2022

Mucche, cavalli, auto e treni. 4.0 e il Diritto d’Evasione.

15.07.2019 – 11.50 – Le recinzioni vengono mal sopportate e i quadrupedi, in un modo o nell’altro, si danno alla fuga. Utilizzando diverse tecniche d’evasione una mucca e due cavalli si sono allontanati dalle loro fattorie alla ricerca di pascoli più verdi. Ma questo non è un paese per animali allo stato brado e le loro storie non hanno avuto un lieto fine. Infatti, gli animali scappati si sono letteralmente scontrati con la dura realtà del traffico veicolare e ferroviario coinvolgendo, nelle loro peripezie, anche i loro proprietari.

Accade così che un’autovettura impatta violentemente contro due cavalli che si trovavano liberi sulla carreggiata di una strada provinciale sprovvista di illuminazione artificiale. Conducente e proprietario del veicolo fanno causa al proprietario degli equini, chiedendo il risarcimento dei danni biologici e materiali. Il Tribunale di Crotone accoglie la domanda e condanna il proprietario dei cavalli, che però impugna la sentenza perché, sostiene, il giudice non avrebbe tenuto conto del fatto che la fuga era dipesa dal fatto che ignoti avevano tagliato la recinzione del ricovero dei cavalli, così consentendone la fuga. Ma la Corte di Cassazione non si fa impressionare e rileva come il “taglio della recinzione” non sia dimostrato e, comunque, che non sarebbe bastato ad escludere la responsabilità del proprietario degli animali, che avrebbe comunque dovuto vigilare attentamente sull’integrità del recinto. (Corte di Cassazione civile, ordinanza n. 11598/2018-19)

Ben più tragica è stata la fine della mucca. In questo caso, lo scontro è avvenuto con una locomotiva sui binari della ferrovia in Campania. E l’allevatore è stato ritenuto colpevole del reato di pericolo di disastro ferroviario. Anche lui impugna la sentenza ed anche lui sostiene che la recinzione era stata danneggiata da terzi. Purtroppo, la regola da applicare è oramai chiara e la Cassazione la ribadisce: per evitare la fuga incontrollata del bestiame è necessario monitorare adeguatamente e costantemente l’efficienza della recinzione ed il relativo pascolo. Così facendo, anche un ipotetico danneggiamento alla recinzione sarebbe stato subito riparato evitando la fuga della mandria. (Corte di Cassazione penale, sentenza n. 29922/2019).

avv. Guendal Cecovini Amigoni

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