Castello di Miramare (Credit Milani)

09.07.2019 – 19.17 – Il Ministero per i beni e le attività culturali (MIBAC) ha appena destinato 520 mila euro – quasi mezzo milione – per il parco e il castello di Miramare. Un notevole finanziamento, che attesta il buon lavoro di recupero svolto negli ultimi anni. I nuovi fondi verranno utilizzati per garantire agli oltre 22 ettari del parco un’illuminazione diffusa, tale da garantire eventi e spettacoli notturni, fino ad oggi impensabili. Un’altra porzione del fondo permetterà invece il recupero delle antiche cucine ottocentesche del castello, andando così a continuare il lavoro di restauro della rocca di Massimiliano. L’assessore regionale alla cultura Tiziana Gibelli, così come la direttrice Andreina Contessa, avevano più volte proposto un biglietto di entrata o un’offerta una tantum per chi volesse visitare Miramare, adducendo come causa gli alti costi di gestione. Finanziamenti però di tale entità contraddicono platealmente quest’assunto. Il recupero lascia inoltre ancora abbandonate alcune aree del Parco, specie i laghetti, ormai melmosi e senza vita. Scendendo nei dettagli, il nuovo impianto delle luci verrà installato nel 2019, mentre il restauro delle cucine avverrà nel 2020. I 520 mila euro sono una fetta dei complessivi 180 milioni assegnati dal MIBAC a livello nazionale.

“Leggo questi due finanziamenti che mi stanno particolarmente a cuore come un riconoscimento della qualità dell’opera iniziata e condotta fino ad ora – commenta con soddisfazione la direttrice di Miramare Andreina Contessa – Si tratta di risorse preziose che ci consentiranno di aumentare la qualità dell’offerta e i servizi che attualmente diamo ai numerosi visitatori e turisti. Miramare è già una meta culturale e turistica d’eccellenza in regione, estendere la fruizione del parco con un impianto di illuminazione adeguato e rendere nuovamente fruibili le cucine assecondando le richieste di moltissimi visitatori, ci consentirà di fare altri passi decisi verso la trasformazione di questo luogo di arte, natura e cultura in un sito aperto, inclusivo e godibile per tutti”.

“Grazie ai finanziamenti ministeriali – spiega la direttrice -, dopo una fase di studio illuminotecnico, inizieremo con un primo lotto che renda accessibile la parte pianeggiante del parco compresa tra castello e castelletto con i viali principali e il parterre, arrivando fino all’entrata di Grignano. Sarà adeguato e potenziato anche l’impianto di illuminazione esistente”.

Per quanto riguarda l’intervento nelle cucine del castello – “per ampliare la nostra offerta culturale con un approfondimento dell’aspetto quotidiano e pratico della vita in un castello ottocentesco”, dice Contessa -, si tratta di riprendere i lavori di restauro iniziati e mai completati di alcuni anni fa, la cui interruzione, con la mancanza di finiture, la revisione degli impianti, la risistemazione dei servizi igienici e il restauro dei serramenti esterni, non consente di fatto la fruizione al pubblico degli spazi che potranno essere usati come aule didattiche o sale conferenze. Le cucine, poste al piano seminterrato del castello, sono ambienti voltati che in parte si affacciano sul porticciolo e che un tempo ospitavano la cucina vera e propria, la dispensa, il forno, la cantina. Nel corso del tempo, gli spazi sono stati rimaneggiati ma hanno mantenuto quasi integralmente la loro spazialità originaria: si conservano ancora i forni e una grande cucina metallica degli anni Trenta.