22.8 C
Trieste
lunedì, 8 Agosto 2022

Matrimonio fuori programma, occhio alla tivù. Il Diritto 4.0

22.07.2019 – 16.18 – Se il tuo sogno è di partecipare ad una trasmissione televisiva, fai attenzione a quale partecipi. Ecco cos’è accaduto. Due estranei partecipano ai provini del programma televisivo “Matrimonio a prima vista 2” che prevede che i partecipanti, senza essersi in precedenza conosciuti, si sposino. I due partecipanti accettano di essere videoripresi nelle 24 ore giornaliere della loro vita quotidiana prima, durante e dopo il giorno del matrimonio, e si obbligano a non abbandonare il programma. In cambio, i produttori del programma garantiscono la possibilità per i due estrani, poi diventati coniugi, terminato il periodo di registrazione, di procedere ad una separazione consensuale entro 6 mesi dalla celebrazione del matrimonio e al successivo divorzio congiunto, con spese interamente a carico della produzione televisiva.

Ciak, si gira. Gli attori partecipano al programma, un Sindaco li sposa e, successivamente al termine delle riprese televisive, decidono di procedere alla separazione consensuale. Ma qui cominciano i guai. Infatti, la data del matrimonio non coincide con la data della sua celebrazione. Esigenze di produzione? E nemmeno il luogo coincide. Istruzioni del regista? La conseguenza è che la loro domanda di separazione, fatta all’Ufficio di Stato civile del Comune di residenza, viene respinta. Lo spensierato programma televisivo assume così le fosche tinte del thriller. E gli attori, prima estranei e adesso coniugi, sono costretti a rivolgersi al Tribunale per chiedere la dichiarazione di invalidità del matrimonio. La tensione cresce. I coniugi lamentano che, se chi ha celebrato il matrimonio ha cambiato il luogo, è perché non lo poteva celebrarlo dov’è avvenuto. Inoltre, per sposarsi ci vuole la volontà dei coniugi e loro, tutto sommato, stavano solo recitando in un programma televisivo.

Lapidaria la risposta del Giudice: chi ha celebrato le nozze non poteva farlo al di fuori del suo Comune? Che venga multato! Quanto alla mancanza della volontà di sposarsi, il Giudice evidenzia che il matrimonio può essere invalidato solo in casi particolari. Ad esempio se è stato contratto sotto violenza, o per errore sull’identità del coniuge o se è simulato. Ma sono ipotesi che, nel nostro caso, non sussistono. E la legge non prevede l’ipotesi del programma televisivo come causa di invalidità del matrimonio. Il ricorso viene respinto, il matrimonio resta valida e la coppia è sposata a tutti gli effetti. (Tribunale Pavia, sent. 04.04.19) Un consiglio: se proprio vuoi partecipare ad una trasmissione televisiva, “Chi vuol essere milionario” ha conseguenze più piacevoli.

avv. Guendal Cecovini Amigoni

[con questa puntata televisiva, anche il Diritto 4.0 va in vacanza. Tornerà per nuove rivelazioni dopo il periodo del solleone]

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore