27.07.2019 – 08.45 – E’ stata inaugurata nella giornata di ieri, venerdì 26 luglio la mostra “Il Cinema in posa negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste“, che sarà visitabile a partire da oggi, sabato 27 luglio fino al 13 ottobre, dalle ore 10.00 alle ore 17.00.
La mostra, ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte, con la direzione di Laura Carlini Fanfogna, a cura di Claudia Colecchia, propone un percorso narrativo per vedere il cinema a Trieste e non solo, dal secondo dopoguerra alla prima metà degli anni Sessanta.

“Un periodo in cui il cinema aveva un grande peso – ha spiegato l’assessore Giorgio Rossi durante la conferenza stampa di presentazione – Il neorealismo, i grandi film d’essai su temi di riflessione ma anche comici, illustri registi. Un mondo che attraverso l’arte cinematografica è stato ricostruito in un significativo percorso in questo museo, grazie al patrimonio di oltre 3 milioni di fotografie della Fototeca. Immagini che parlano di cinema, di attori italiani e hollywoodiani di fama internazionale che sono venuti a Trieste per girare film importanti in vari set cittadini”.
“Un’arte cinematografica all’epoca molto popolare – ha poi sottolineato la direttrice Laura Carlini Fanfogna – seguitissima dal pubblico, che ha visto in molte occasioni protagonista la nostra città quale location ideale per grandi produzioni con attori e registi di notevole calibro. Attraverso la ricostruzione e la ricerca storico-scientifica la mostra mette in campo per immagini scattate da fotografi triestini una carrellata di situazioni, in vari periodi del dopoguerra, collegate anche alla letteratura, che hanno fatto la storia del cinema a Trieste”.
Claudia Colecchia ha poi rilevato come proprio i fotografi abbiano fatto da guida nel racconto di questa storia. Una ricognizione sistematica dei fondi custoditi in Fototeca di Adriano de Rota e Ugo Borsatti, di proprietà della Fondazione CRTrieste e qui depositati, di Giornalfoto e dell’Archivio Comunale, incrociata con lo studio di altre fonti documentali e bibliografiche coeve, consente di raccontare il mondo del cinema. I fotografi documentano con continuità la frequentazione dei triestini, rendendo omaggio, attraverso la memoria visiva, a quella moltitudine di luoghi che oggi non esiste più come il cinema Fenice, l’Excelsior o l’Alabarda.

I professionisti immortalano i volti noti di Trieste: Fulvia Franco, Federica Ranchi, Mario Valdemarin, Gianni Garko o Elio Ardan ma anche attori come Claudia Cardinale, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Silvana Mangano e Sophia Loren, i critici Tullio Kezich e Tino Ranieri e i registi Mario Bolognini, Vittorio De Sica, Federico Fellini, Mario Monicelli, Dino Risi.
La fotografia inoltre non dimentica le anonime presenze di chi lavora nel mondo del cinema in perenni coni d’ombra: una moltitudine silenziosa e operosa composta da bigliettaie, maschere, pulitrici, parrucchiere, comparse e assistenti. Un’umanità silente che la fotografia salva dall’amnesia storica.
Gli scatti, talvolta aneddotici, allusivi, retorici, alcuni dotati di grande sapienza compositiva e intelligenza nel cogliere le sfumature della luce, ci lasciano un’illustrazione puntuale del complesso mondo di celluloide. Il fotografo cattura, curioso, le emozioni, i volti, i cappellini, gli abiti del pubblico al cinema: un pubblico assolutamente simile a quello immortalato nel resto d’Italia, tutto teso verso un processo di modernizzazione sotto molteplici profili. La fotografia restituisce appieno l’agognata ricerca di una nuova identità individuale e collettiva.

La matrice linguistica di Adriano de Rota, Ugo Borsatti e dell’agenzia Giornalfoto risente dell’esperienza del cinema neorealista, raccontando senza orpelli e artifizi la Trieste di quegli anni. Il racconto dell’uomo e delle sue relazioni con il contesto sociale ed economico in cui vive non consente di affermare che siamo di fronte a fotografi neorealisti tout court, tuttavia è palese la qualità dell’aria respirata, la pregnanza della contaminazione culturale. Il percorso espositivo/narrativo propone una selezione delle sale ospitanti, dei film, degli attori, dei critici e dei registi, nonché dei consumatori, come documentati in Fototeca: itinerario indotto dai fotografi, veri protagonisti del percorso visivo e insostituibili compagni di viaggio. A corredo dell’esposizione, sono proposti documenti e preziosi cimeli provenienti dal Civico Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez”, dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, dall’Archivio Generale del Comune di Trieste e interviste che fanno riemergere ricordi personali e collettivi.

La mostra prevede un calendario di visite guidate, con inizio alle ore 16.00: mercoledì 21 agosto; mercoledì 4 settembre; mercoledì 18 settembre; mercoledì 2 ottobre; mercoledì 9 ottobre; sabato 12 ottobre.