Università, concorsi truccati: indagato anche un docente di Trieste

28.06.2019 | 14.30 – Sarebbero circa 40 i professori di 14 Atenei diversi, gli indagati della Procura della Repubblica di Catania, collegati alle operazioni in corso nell’Università siciliana dove è stata scoperta l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere. A quanto pare tra i nomi emersi nel corso delle indagini ci sarebbe anche quello di un docente dell’Università di Trieste. L’operazione denominata “Università bandita” avviata nel luglio del 2015, ha portato alla sospensione dal servizio del rettore dell’università catanese, Francesco Basile, e altri 9 docenti a capo di diversi dipartimenti dell’istituto. Le indagini erano partite a seguito delle denunce da parte dell’ex rettore Giacomo Pignataro e dall’ex direttore amministrativo generale dell’Ateneo, Lucio Maggio; dalle intercettazioni telefoniche era così emerso il quadro di un sistema corrotto che alterava il normale svolgimento dei bandi di concorso: conferimento degli assegni, delle borse e dei dottorati di ricerca; assunzione del personale tecnico-amministrativo; composizione del Consiglio d’Amministrazione, del Nucleo di Valutazione e del Collegio di Disciplina; oltre che l’assunzione e la progressione in carriera dei docenti universitari, era tutto in mano al Rettore Basile e in prorogatio, al suo predecessore dott. Pignataro.

Un sistema corrotto e omertoso applicato nell’ambito universitario, dove non venivano valutati i meriti, ma scelti a tavolino i candidati che avrebbero passato le selezioni. Sarebbero 27 i concorsi truccati in tutta Italia di cui 7 per professore ordinario, 4 per professore associato e 6 per ricercatore. In corso 41 perquisizioni a carico degli altri indagati, professori appartenenti alle Università di Bologna, Cagliari, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Roma, Trieste, Venezia e Verona.