Sessualità e moralità, cos’è accettato ed accettabile? Dalla nostra coscienza, dagli altri, dall’inconscio?Siamo frivoli o seri?

28.06.19 h.08.50

Moralità dal lat. moralis, der. di mos moris ‘costume’ , più congruo il riferimento alla rad. MÂ-misurare: “quasi dica regola, misura delle azioni indi abitudini”. (si riferisce alla coscienza, al carattere e allo spirito).

Il termine moralità viene associato e usato come sinonimo alla parola “etica”; sono riferiti etimologicamente entrambi al costume. L’etica insegna infatti a governare i nostri costumi (quale sia il vero bene e i mezzi atti a conseguirlo, i doveri morali verso sé e gli altri, i criteri per giudicare sulla moralità delle azioni umane). Per questo articolo userò il termine moralità in quanto suona affine ad un’interpretazione anche soggettiva e non universale dei costumi, in termini e misura personale.

In uno dei precedenti articoli vi ho parlato degli acceleratori sessuali e dei freni (inibitori), la moralità rientra in questi fattori molto soggettivi per ognuno di noi. Rientra tra le informazioni che percepiamo a livello di pensiero e sensazioni; coefficiente determinante in alcune situazioni. Potrebbe cambiare tra uomini e donne, se pensiamo a cosa sembra lecito e concesso ad un sesso piuttosto che all’altro, come giudizio sociale ed anche storicamente parlando. Ma anche tra persona e persona all’interno dello stesso genere in base al proprio vissuto ( familiare, scolastico, di esperienze e via dicendo).

Un altro fattore che può modificare la moralità è la solidità della propria autostima. Curarsi o non curarsi delle opinioni altrui influenza moltissimo le nostre decisioni; tanto quanto l’opinione che abbiamo su noi stessi. Sono molteplici ed individuali i criteri e le modalità con cui ci approcciamo alle varie circostante di vita e di conseguenza anche alla sessualità.

Per non parlare dell’ Inconscio quindi di ulteriori pensieri ed istinti dei quali siamo totalmente inconsapevoli ma che regolano in modo predominante il nostro agire quotidiano. Talvolta crediamo di non essere giudicanti, di non avere preclusioni mentali riguardo la sessualità (così come verso altri argomenti). Accade tuttavia che una banalissima frase udita o un fatto accaduto, a cui non abbiamo “apparentemente” dato importanza, si imponga radicalmente dentro di noi. Ne siamo ignari ma quel fattore intima alla nostra coscienza che il sesso è corretto solo se in relazione all’ amore, che quella è una cosa sporca e/o amorale, che non è bene comportarsi in quella determinata maniera. Che l’essere confusi non vada bene, che il provare non sia permesso, che quella determinata cosa o comportamento non sia buono e giusto; che la nostra realtà debba essere conforme al buon senso comune. Quando invece dovremmo essere liberissimi di creare una nostra sessualità allo stesso modo che una nostra professione, una nostra relazione che sia di amicizia o amore e via dicendo.

Molte persone ritengono di essere immuni al giudizio altrui, mentre spesso ne siamo vincolati inconsapevolmente, così come al giudizio su noi stessi. Siamo ignari arbitri del nostro agire o non agire, siamo irresponsabili (non responsabili) in quanto non agiamo con reale coscienza e conoscenza.

Se temiamo che mettendoci un abbigliamento provocante, oppure mandando un messaggio con termini e/o immagini esplicite, oppure dichiarando una particolare fantasia verremo giudicati; sarà perché siamo noi stessi per primi a giudicarci o gli altri? Oppure perché abbiamo sentito dire che questa ed altre cose simili sono associate solo alla pornografia e/o a persone che hanno in testa solo il sesso. Una proiezione che nella nostra mente è a priori contaminata da qualcosa che non poi così morale e che ci suona non giusto.

Oppure perché siamo diventate madri/padri o mogli/mariti e le coppie assennate e sagge non centrano nulla con la sessualità prorompente e smodata? Alle volte associamo il sesso sfrenato e senza briglie ad un’ amante, ad una passione temporanea, non alla donna o all’uomo con cui si condivide la quotidianità; poiché i doveri morali sono ponderati, seri, coscienziosi.

Quel tipo di sessualità così “libertina” e frizzante sembra essere fuori posto in una dimensione di coppia responsabile. “Ma cosa mi stai facendo fare? E’ una cosa da adolescenti, è una cosa da film, è una fantasia che non è giusta per le vita di coppia, è una cosa eccessiva, scapestrata, viziosa!” “E’ tutto troppo esplicito, senza freno, peccaminoso, sconcio, è troppo porno, lascivo ed indecente!” “Non è decoroso comportarsi così, specialmente dopo una certa età, è quasi un po’ da depravati, sicuramente da persone frivole, non è serio”.

Vi lascio con questi spunti di riflessione e alla prossima settimana per un’altra tappa del nostro viaggio!

Chi fosse interessato ad informazioni può contattarmi come referente Rosso Limone alla mail: [email protected]]