Difesa da coltello, una conferma. Parlando di sicurezza.

18.06.2019 – 10.54 – Oggi saremo brevi e analizzeremo una vicenda triestina che riguarda l’argomento trattato qualche settimana fa, ossia cosa fare e cosa funziona in caso avessimo a che fare con una persona armata di coltello.

Ebbene, domenica 9 giugno, verso le 19.30, un uomo con il volto coperto e armato di coltello si è presentato presso le casse di un supermercato in via Zorutti, a Trieste. Senza parlare, ma comunicando solo a gesti, ha fatto capire alla cassiera che voleva i soldi. Ma la scena è stata vista dal responsabile del negozio, che ha deciso di entrare in azione. Non ha cercato di fare l’eroe, affrontando fisicamente il rapinatore, ma ha usato l’intelligenza: visto che si trovava nei pressi del “treno” di carrelli infilati uno dentro l’altro, ha deciso di spingerlo con forza contro il malvivente. A quel punto, visto che le cose si mettevano male e l’effetto sorpresa ormai non c’era più, il bandito si è dato alla fuga, facendo sparire le sue tracce.

Chi ha letto l’articolo che abbiamo pubblicato il 22 maggio, avrà visto che il dipendente del supermercato ha utilizzato esattamente le strategie consigliate su questa rubrica. Non ha perso la calma, ha cercato qualcosa da mettere tra lui e il rapinatore, era vicino ai carrelli e visto che questo treno lo teneva sufficientemente al sicuro, lo ha utilizzato sia come scudo che come strumento per “attaccare l’attaccante”. Calma, intelligenza, sicurezza e sorpresa. Sono stati questi gli ingredienti utilizzati per ottenere l’ottimo risultato raggiunto. Non tecniche mirabolanti, non mosse dei reparti speciali, ma buon senso e iniziativa.

Un plauso al responsabile del negozio. Ma casi simili si sono verificati anche nei mesi scorsi, con le medesime modalità.

A fine marzo, a Grisignano di Zocco, un un paesino in provincia di Vicenza, il dipendente di un bar ha messo in fuga un rapinatore armato di coltello prendendo un bastone ed uscendone incolume. All’inizio di aprile, a Campodarsego (Padova), un altro direttore di filiale ha evitato una rapina nel supermercato dove lavorava, affrontando il bandito che brandiva un coltello con un cestino della spesa. Per completezza di informazione, dobbiamo dire che in questo ultimo caso è stato commesso un errore: il dipendente del negozio ed un suo collega non si sono limitati a mettere in fuga il malvivente, ma lo hanno anche seguito e catturato. Conseguenze: uno è stato ferito ad un dito e l’altro ha riportato delle contusioni. Quindi è andata bene, ma poteva finire in un bagno di sangue. Infatti l’adrenalina, la volontà dell’aggressore di fuggire via velocemente, l’aggressività e la concitazione potevano costare cari ai due inseguitori. Comunque, a parte questo, la strategia di utilizzare oggetti per tenere lontano l’aggressore armato di coltello si dimostra vincente, molto più sicura che affrontarlo a mani nude.

Per concludere, non vorremmo che passasse il messaggio sbagliato e quindi facciamo un po’ di chiarezza. Le persone citate finora hanno ritenuto importante affrontare i loro assalitori e, come appena detto, hanno usato una strategia efficace. Ma non la più efficace, che è e rimane la fuga. Se c’è la possibilità, contro un coltello o un’arma è sempre consigliabile abbandonare la scena e mettersi al sicuro. Chiaramente, se ad essere aggredito è un nostro caro, intervenire viene spontaneo e va fatto utilizzando tattiche efficaci come quelle viste oggi e nello scorso articolo dedicato all’argomento.

Ma, in generale, insistiamo affinché la fuga sia sempre considerata la soluzione da preferire.

Ci vediamo tra due settimane…

…parlando di sicurezza.

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