Daniela Morozzi in “Amy – storia di un naufragio”, dal racconto di Joseph Conrad

11.06.2019 – 12.30 – Venerdì 14 giugno, alle ore 21.00, al Teatro Verdi di Muggia, in occasione del Muggia Teatro 26° Festival estivo del Litorale, andrà in scena lo spettacolo “Amy – storia di un naufragio”, di e con Daniela Morozzi. Uno spettacolo prodotto da “Teatro delle Donne” e liberamente ispirato al racconto Amy Foster di Joseph Conrad, con testo a cura di Valerio Nardoni e Daniela Morozzi, regia di Matteo Marsan, musiche di Stefano “Cocco” Cantini, voce di Valentina Toni, scene e luci a cura di Beatrice Ficalbi e Matteo Marsan e costumi di Laura Celesti.

Era il 1901 quando Joseph Conrad scriveva “Amy Foster”, tuttavia, leggendo questo racconto, nel contesto odierno ed attuale, l’impressione è che 116 anni siano passati invano: se allora il flusso migratorio partiva dall’est Europa diretto verso l’America, oggi sono le popolazioni africane ed asiatiche a cercare una speranza di vita migliore. Poco è cambiato, perché la disperazione, gli scafisti ed i naufragi seppure rivisti “in chiave moderna” sono purtroppo fenomeni decisamente ancora molto attuali; come tristemente uguali sono i cadaveri dei bambini sulle spiagge e quella incapacità di accettare lo straniero che scuote i valori della società mortalmente fissa in se stessa.

Yanko viene dai Carpazi ed è l’unico sopravvissuto di un intero bastimento andato a fondo stracarico di emigranti che hanno viaggiato in condizioni spaventose dopo aver pagato il viaggio a peso d’oro. Ma il viaggio è finito in fondo al mare, davanti alle coste dell’Inghilterra dopo un disgraziato speronamento notturno da parte di una nave che si dilegua senza soccorrere le centinaia di disperati.
Yanko è bello, sa lavorare la terra, mungere le vacche, è religioso, impara l’inglese e addirittura salva da morte certa la nipotina di un ricco possidente inglese, ottenendo prima un salario, poi un piccolo appezzamento di terra; ma nulla di tutto questo gli basterà per essere accettato nella microscopica comunità del borgo di ferma.
Solo Amy Foster, una donna bruttina e solida, lo aiuta: si innamora di lui e, contro la volontà di tutti, lo sposa, mettendo al mondo anche un figlio. Yanko canta, balla, prega a voce alta, è cattolico, qualità inaccettabili dentro l’opaca comunità delle selvagge coste britanniche, dove appare alla stregua di un pagano, una specie di stregone, forse un pazzo, molto probabilmente un demonio: di sicuro uno straniero. E tanto basta per condannarlo.
Per stoltezza, Amy Foster lo salverà e sempre per stoltezza, lo lascerà morire con la faccia nel fango.

A raccontare la storia è una giovane donna, quella stessa bambina che all’epoca dello sbarco di Yanko fu da lui salvata mentre stava per morire nello stagno dei cavalli del vecchio Mr. Swaffer. Solo nei suoi occhi è possibile trovare una traccia luminosa di quello straniero e un ritratto giusto del mondo chiuso e inospitale dove egli era passato come una meteora destinata a scomparire nel nulla. La vicenda di Yanko è la storia di una tenace speranza infranta mille volte, infine sconfitta e caduta, ma che si è radicata nella terra come un seme.