Ricordo del bombardamento di San Giacomo: 10 giugno 1944-2019

10.06.2019 – 08.44 – Ricorre con questo 2019 il settantacinquesimo anniversario dal bombardamento del rione di San Giacomo a Trieste, forse tra i più violenti inflitti alla città durante la Seconda Guerra Mondiale. Un ricordo della barbarie del Novecento, tutt’ora quotidiana realtà nelle tante vittime di civili caratteristiche dei conflitti medio orientali. Nell’occasione il Comitato Pace Convivenza Danilo Dolci, insieme all’associazione Tina Modotti, invita i cittadini a ritrovarsi in campo San Giacomo. Sono previste, a partire dalle ore 17.30, letture di testi e poesie che ricordino il valore della pace e della convivenza tra i popoli.

Il bombardamento viene convenzionalmente ritenuto il più grave per la popolazione civile di Trieste. Verso le prime ore della mattina, alle 9.15, il 10 giugno 1944, cento bombardieri, con caccia di scorta, effettuano quattro passate sulla città, sganciando bombe da 4000 metri. Le bombe incendiarie colpiscono i magazzini portuali e gli impianti industriali, Barcola, il molo Audace, la stazione di Sant’Andrea, le case dei rioni di San Giacomo, via Timeus, Campi Elisi e Montebello. L’aviazione angloamericana distrugge la raffineria Aquila, danneggia i serbatoi della Raffineria Esso Standard di San Sabba, il deposito legnami di S. Sabba, l’oleificio Gaslini di Chiarbola, il Pastificio Triestino. Ma non mancano, come sempre, i danni agli edifici civili, a partire dalla Chiesa di S. Maria delle Grazie (via Rossetti), ridotta a poche macerie fumanti. La nave della Croce Rossa “Innsbruck”, attraccata presso la Stazione Marittima, viene anch’essa colpita in pieno e affondata. La stima dei danni è grave, ma circospetta rispetto ad altre città: circa 400 morti, 800 feriti ricoverati, 1000 medicati, 4000 senza tetto. Gli edifici distrutti, specie a San Giacomo, sono 112 e altri 300 rimangono gravemente danneggiati. Le vittime risultano inferiori rispetto al resto d’Italia, grazie ai tanti rifugi costruiti nei mesi precedenti: una rete ben organizzata con 17 ricoveri antiaerei. Rimane da domandarsi, se, accanto all’obiettivo militare, vi fosse una volontà di rappresaglia dagli Alleati, perché il bombardamento coincise con l’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, ricorrenza che qualche sciagurato aveva anche provato a festeggiare con una conferenza pubblica.