Sessualità e psicanalisi, un binomio primordiale spiegato dalle parole di Izabel Karlin psicanalista brasiliana

30.05.19 h 9.00

Izabel Karlin è una psicanalista brasiliana che da due anni si è trasferita a Trieste. In Brasile ha studiato presso il Circolo Brasiliano della Psicanalisi, considera la psicanalisi non un lavoro bensì un’occupazione; ha insegnato presso la scuola Freudiana. Per 15 anni a Rio de Janeiro è stata occupata presso la Clinica Sociale istituita affinché la psicanalisi possa essere alla portata di tutti. I prezzi erano decisamente agevolati, in Sud America la maggior parte delle persone non avrebbero avuto accesso alla psicanalisi; è sempre stata una disciplina elitaria. Mentre alla Clinica potevano essere ammesse persone di ogni classe sociale, pagando in base alla loro possibilità.

Izabel parlami della psicanalisi, è una materia abbastanza ignota..

Freud aveva dubbi nel considerare la psicanalisi come una scienza, nonostante volesse farla riconoscere come tale. Il dubbio si pone nel momento in cui ci si interroga su che persona può fare questo tipo di lavoro; i medici stessi non sono disposti a farlo perché per essere uno psicanalista la persona stessa deve accettare di essere psicanalizzata. E non per poco tempo oltretutto, almeno tre anni, ma non è facilmente accettato questo tipo di lavoro sù di sé perché va a toccare l’ inconscio.

Che cosa intende la psicanalisi per inconscio?

Intende il fatto che noi pensiamo di essere padroni della nostra vita, ma ciò che ci muove è qualcosa di non conosciuto. Ed è questo motivo per cui la psicanalisi non è più di moda, è impopolare. E’ un lavoro che si fa con la parola e con l’ascolto, è c’è un ascolto diverso ovviamente. Ci sono parole che escono dall’inconscio sulle cose che non vengono dette, su quello che c’è dietro la parola. Ci sono pensieri che nella nostra civiltà verrebbero considerati insani ma che a livello primordiale sono naturali, come per esempio non essere contenti della nascita di una fratello. Non si può essere contenti ma tutto ciò viene represso dalla società perché civilmente si sa che bisogna amare il proprio fratello. Senza queste dinamiche non saremmo in grado di vivere perciò il meccanismo di repressione è necessario. L’essere umano senza questo diventerebbe un animale.

A cosa serve quindi questo tipo di percorso?

Serve a non ripetere, l’essere umano continua a ripetere sempre le stesse cose; gli stessi errori. Senza capire esattamente il perché si ripetono cose che si ritengono buone, ma che  poi spesso fanno subire situazioni che si ritengono ingiuste. La psicanalisi cerca di interrompere questo meccanismo e di mostrare altre strade. Il ripetere è tecnicamente la strada più facile, si cerca quindi di aprire un’altra strada per non ripercorre sempre gli stessi passi.

Che cos’è la sessualità?

La sessualità è tutto. Un essere umano quando nasce non è ancora erotizzato, che vuol dire manipolato (inteso come toccato manualmente) amato ed ascoltato. Ma incomincia ad esistere perché qualcuno gli dice che esiste, come esseri umani abbiamo bisogno che qualcuno confermi la nostra esistenza. Non siamo quello che siamo ma ciò che gli altri dicono che siamo e quindi da lì diventiamo un corpo erotico.

Cosa intendi per erotizzazione?

E’ il primo contatto, che può accadere con la madre ma potrebbe essere pure una nonna o un padre. Chiunque compia questo atto permette alla vita di cominciare e questo avviene con il tocco. La sessualità è un istinto come la fame,  per l’essere umano è però la parte più repressa rispetto ad altre; perché la più animale. Mangiare sembra normale, mentre il sesso per socializzare, per la nostra civilizzazione è stato represso perché di base non si possono fare figli con chiunque. La nostra sessualità balza quindi fuori in tutte le cose, pure nel mangiare; diventa un godimento pure il cibo. La sessualità è in assoluto l’istinto più represso, l’ essere umano è un tutto sessuale; non solo nell’atto fisico ma in molte altre dinamiche, anche nel parlare per esempio. Fino a pochi anni fa la masturbazione era considerata una malattia e alle donne soprattutto sono state educate a non guardare neppure il sesso o sentirsi dire la famosa fase “non devi toccarti”. Oltretutto guai a usare le metafore con i bambini perché non sono in grado di capirle, loro vedono quello che gli viene detto così com’è. Non sono in grado di prenderle come una metafora, per questo motivo alcune frasi restano nell’inconscio.

La parola nel sesso è eros e l’eros è la nostra energia vitale. E’ importante quanto il mangiare, se una persona non ha il sesso deve trovare il modo per sostituire in altro modo. Abbiamo una quantità di tensione nella vita ed il sesso è uno dei modi per far uscire questa energia, anche per questo dopo aver fatto l’amore ci si sente rilassati. Non bisogna aver paura di toccarsi, a volte è proprio salutare poterlo fare anche da soli; ha una funzione che è anche organica. Oppure in alternativa trasformare l’energia sublimando, quindi dedicando quell’energia a qualcos’altro di creativo (Freud dopo una certa età si è dedicato esclusivamente alla scrittura). In questo modo l’energia non viene repressa ma viene utilizzata in un altro modo, questo s’intende per saper gestire la proprio sessualità.

Dopo l’orgasmo ci si svuota completamente ( questo ha molto a che vedere con la morte) e quindi poi bisogna avere la capacità di rinnovarsi, l’eros è vita dicevamo. Una persona che non raggiunge l’orgasmo resta insoddisfatta, è la repressione che impedisce di arrivare al piacere per vari motivi.

Anche il non riuscire a lasciarsi andare è una sorte di repressione?

Sì, vuol dire che l’inconscio non te lo permette; ci sono dei messaggi talmente forti dentro che non permettono di lasciarsi andare. Ci sono uomini che hanno inconsciamente paura di fare male alla donna, l’atto sessuale non è un atto delicato già a partire dal concetto della penetrazione a livello visivo. Il lasciarsi andare è proprio necessario, per permettersi di fare qualsiasi cosa la coppia desidera; anche per non avere vergogna. Per questi motivi è sempre esistita la prostituzione, con una prostituta ci si può permettere perché è il suo lavoro; l’uomo si sente tutelato, libero e può realizzare le proprie fantasie. Il sesso ha bisogno di fantasie, per questo i partner occasionali non sono sempre salutari, non si ha il tempo di aprirsi e di sviluppare l’ intimità. Nel sesso ci vuole l’intimità e la fiducia che l’altro ti accetta e non ti giudica, le fantasie sono aperte e non c’è giudizio. Nel sesso va tutto bene se è condiviso, il feticismo pure a meno che la persona non sia nella condizione di riuscire a farlo solo in quel modo. E’ questo il confine tra normalità e malattia; una cosa è la sporadicità, un’altra è il non poterlo fare “senza quella cosa” perchè altrimenti non si riesce.

Ringrazio Izabel Karlin per queste parole preziose e alla prossima settimana per un’altra tappa del nostro viaggio!!

[Chi fosse interessato ad informazioni può contattarmi come referente Rosso Limone alla mail: [email protected]]