Pieluigi Bersani lancia Honsell e Guerra: “Contro le destre vietato dividersi”

16.5.19 | 19.21- Dall’elegante Caffè Tommaseo, Pierluigi Bersani ha dato appoggio a Furio Honsell e Maria Cecilia Guerra, candidati PD alle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Nell’ora scarsa di incontro con gli elettori il presidente di Articolo Uno ha spiegato le ragioni del fronte comune con il Partito Democratico e le prospettive che auspica per il PSE.

L’obiettivo primario, attorno al quale si sono riunite forze eterogenee di sinistra, è opporsi all’avanzare delle destre sovraniste di tutto il continente e tenere alta la bandiera del socialismo europeo.

“Le destre vogliono tornare a un’Europa delle nazioni-ha esordito Bersani-, come è stata per quattrocento anni portando, lo sappiamo, solo guai. Noi invece proviamo ad andare avanti, pur consci dei difetti del sistema attuale: l’aver basato cioè il processo di integrazione solo sulla moneta e sul rispetto dei bilanci, senza prestare la dovuta attenzione alla dimensione sociale. Per questo l’Europa non viene riconosciuta facilmente dai propri cittadini, a maggior ragione in una fase critica per la democrazia”.

Proprio su queste fragilità strutturali è necessario intervenire, prendendo a modello le sinistre dell’Europa occidentale (dal laburista Corbyn al socialista Sanchez): “Il PSE si propone di recitare un ruolo democratico nel Parlamento europeo, con un piano parlamentare più percepito a livello sociale, e di favorire i processi di integrazione. Il tutto con un programma dal forte accento sull’ambito sociale. Per riaggregare una grande area di sinistra globale bisogna tirare una riga su quanto successo negli ultimi anni. Il problema, prima ancora della compatibilità nostri programmi (“concordarli non sarà un problema” ha aggiunto) è la destra aggressiva e regressiva. In questo momento da sinistra non si esce se non con una novità. E non bisogna dividersi”.

Gli ha fatto eco, nel suo breve discorso, Furio Honsell, che ha esemplificato quanto di buono può derivare dalle normative europee unificate su sanità, ambiente e studio (il progetto Erasmus, l’abbattimento dei gas serra e delle emissioni di CO2) e parlato dei rapporti stati-Unione: “Sul versante fiscale le nazioni non cedono loro sovranità, così come in politica estera. Il ruolo dell’Europa dev’essere di compensatore dei progetti e delle leggi delle varie nazioni. L’Europa è l’unica risposta, ma anche l’unica speranza.”

Davanti a una cinquantina di ascoltatori, l’ex Presidente della Regione Emilia-Romagna e Ministro in vari governi ha concluso il suo intervento ricordando le radici dell’Unione europea e lanciando una provocazione indiretta a chi crede nell’equazione “inesperienza=onestà”: “L’Europa è indefinibile geograficamente perché è un’idea che parla al mondo, un modello di equilibrio e universalità dei servizi, per sostenere il quale c’è bisogno di persone competenti e appassionate. Non crediamo nell’incompetenza, perciò presentiamo due figure di sicuro affidamento.”