Le parole sono importanti. Treccani le spiega con l’indie italiano

14.05.2019 – 13.35 – Vecchia e al contempo terribilmente nuova, l’Enciclopedia nazionale Treccani mostra una sorprendente capacità di adattarsi alle trasformazioni della società, mantenendo una certa classe. Anno 1925: dall’input dei modelli inglesi e francesi, Giovanni Gentile – filosofo – e Giovanni Treccani – mecenate – con il supporto di alcuni editori – Treves, Barbera, De Marisca, Formiggini – della Società Italiana per il progresso delle Scienze e della Fondazione Leonardo, danno vita ad un fenomenale portale del sapere capace di traslare tra scienze, lettere e arti. Vocabolario e dizionari diventano il pane quotidiano di un’istituzione che concede ampio spazio alla linguistica, alla costante analisi dell’italiano, lingua in perenne metamorfosi, sotto lo sguardo presente della venerabile Crusca. In particolare, Treccani intende spiegare la nostra lingua, captando cause ed effetti dei nuovi fenomeni linguistici. E nel 2019 non è immediato se non si prende in considerazione il ruolo dei social media e soprattutto della musica. E’ proprio nelle canzoni degli odierni menestrelli italiani nonchè fautori del genere ”indie” – termine abusato ormai caduto in disgrazia – che l’Enciclopedia trova terreno fertile per esplicitare i significati delle parole. ”Ogni settimana scegliamo una parola da una canzone e ne viene illustrato il significato attraverso le definizioni della grande Enciclopedi italiana”, citando la didascalia alla playlistle parole delle canzoni – creata su spotify dall’account Treccani.

Sulle rispettive pagine Facebook e Instagram invece troviamo la spiegazione tout court dei termini, condita di una leggera ironia nel momento in cui le parole vengono contestualizzate nella canzone o in rapporto ai vari artisti.

Calcutta, Thegiornalisti, Brunori Sas, I cani, Coma_Cose: con testi che oscillano tra uno schietto malinconico e  disilluso, sono loro la nuova scena musicale italiana, o quanto meno occupano la parte del palco incontaminata – forse ancora per poco – dalla dilagante ”trap”. Se fino a pochi anni fa l’entrata in campo di un artista ”indie” risultava essere un evento epocale ed era sempre filtrato dall’ausilio di un talent show o un mezzo di comunicazione di massa, oggi le carte in gioco sono cambiate, con musicisti che partono dal basso. Cantautori d’amore – con una ripresa del pop – che guardano con rispetto ai grandi del passato, forse interessandosi più a Luca Carboni che a Battisti e Guccini, e che a differenza loro riescono ad instaurare molte collaborazioni e rapporti d’amicizia. Cambiano anche le dinamiche del successo e della visibiltà che non riguardano più i dati di vendita bensì il consumo della musica in digitale.

Risulta dunque evidente da parte della Treccani un onesto tentativo di dialogo con le nuove generazioni, con i nuovi millennials. Sin dai primordi l’accademia ha mostrato una certa austerità e precisione, pur immortalando la società, adattandosi con agilità ai vari fenomeni nascenti e lasciando sempre trasparire la propria idea. E comunque, le parole sono importanti.