Il gioco d’azzardo negli anziani: venerdì 24 maggio, con AsSostegno, incontro a Opicina

22.05.2019 – 08.03 – Il male del gioco d’azzardo patologico. È un male che colpisce, in Friuli Venezia Giulia, quasi 600 persone; è solo la punta dell’iceberg, perché si tratta solo dei casi noti e seguiti. Lo si vede spesso, il male: è quel furgone che passa la sera con i vetri oscurati e riporta a casa chi è andato al casinò; è quella sala con la porta qualche volta aperta, oltre la quale si vedono le file di macchinette e luci colorate. Moltissime volte, quel qualcuno che esce dal furgone e dalla sala ha qualche anno in più. AsSostegno, Associazione per l’Amministrazione di Sostegno organizza venerdì 24 maggio alle ore 15, presso la Sala ZKB Banca a Opicina, Trieste, “La scommessa contro il tempo”, incontro pubblico di formazione e informazione sulle problematiche del gioco d’azzardo patologico negli anziani. L’amministratore di sostegno è una figura prevista dalla legge 6 del 9 gennaio 2004, nominata dal giudice tutelare per rappresentare, assistete o sostituire chi per infermità anche temporanea si trovi nell’impossibilità di provvedere da solo ai propri interessi; situazione nella quale chi è affetto da gioco patologico può cadere.

Il gioco da’ piacere al nostro corpo e al nostro cervello; è per questo che si gioca, diventa un bisogno, e l’incontro che AsSostegno organizza assieme al Comune di Trieste e a “La Meridiana”, casa di riposo e servizi per gli anziani, vuole essere uno spunto per una riflessione sulle possibilità di intervento anche attraverso l’Amministrazione di Sostegno stessa. La scommessa fatta al gioco causa forti sensazioni di eccitazione e di gratificazione, e il meccanismo di azione-ricompensa che tutti noi portiamo dentro, fondamentale per l’evoluzione e la conservazione della specie umana, si mette subito in moto. Poi, persi i soldi, e spesso il lavoro e gli affetti, arriva il male: il senso di vergogna, la depressione, la consapevolezza di star fallendo e nonostante tutto di non riuscire a smettere. Il male del gioco non guarda in faccia nessuno: non ha età, anche se gli anziani sono più fragili, e non c’è un gioco preferito. Ciò che contraddistingue la malattia del gioco dal resto dei giochi è che, sul gioco a cui decidi di giocare, tu ci metti dei soldi, sapendo che alla fine non vincerai perché il meccanismo è tale da rendere più facile camminare sull’acqua che fare ‘Jackpot’.

In Italia, il gioco d’azzardo in senso stretto, quello del casinò, è vietato, e a questo servono i furgoni con la targa del vicino paese estero; è lo Stato stesso, però, spessissimo, a fornire la scappatoia per aggirare il problema del divieto di gioco d’azzardo, perché avendo riscoperto il gioco come forma molto redditizia di ‘tassa aggiuntiva’ ha messo a disposizione ai suoi cittadini, pubblicizzato e finanziato strumenti di tutti i tipi: schedine, concorsi, scommesse e gratta e vinci, e di tutto un po’. Da una parte lo Stato prende gli incassi dei giochi; dall’altro paga le vincite, ma in proporzione irrisoria rispetto all’incasso; e da un’altra parte paga lo scotto, in termini di necessità, a livello locale e regionale, di assistere chi si è ammalato. Il bilancio pende fortissimamente dalla parte di chi guadagna: non è mai la persona che gioca. Chi gioca resta a fronteggiare la sua incapacità di smettere, in un vortice che conduce gradualmente, ma con velocità sempre maggiore man mano che ci si avvicina al centro, verso la perdita di controllo della propria vita e delle proprie risorse.
“La scommessa contro il tempo” vedrà la presenza di Carlo Grilli, Assessore ai Servizi e Politiche Sociali del Comune di Trieste; interverranno Gioacchino Boglich presidente di AsSostegno, Alessandro Carbone e Daniela Infantino avvocati del Foro di Trieste, assieme a Rita Dagiat dello Sportello di AsSostegno di Trieste, Alessio Pellegrini, psicologo psicoterapeuta, e Tullia Cincopan responsabile della casa di riposo “La nostra casa ‘La meridiana’”. Modera l’incontro Roberto Srelz.