Al Caffè San Marco i propositi europeisti dei rappresentanti PD

09.05.2019 – 12.00 – Giovedì 8 maggio: “giorno europeo” e celebrazioni in ricordo di Aldo Moro e Peppino Impastato. Nel frattempo al Caffè San Marco di Trieste sono  presenti le due voci scelte come capolista da Nicola Zingaretti in vista delle Europee. Il PD presenta il suo intento politico con Elisabetta Gualmini – Vicepresidente e Assessora al welfare della regione Emilia-Romagna – e Achille Variati – già Sindaco di Vicenza, Consigliere regionale e Presidente delle province italiane. Immediata da parte di entrambi l’affermazione di una netta posizione europeista: ”Lo spirito europeo si è già realizzato nella Commissione Europea: avere uno sguardo scettico è assolutamente decostruttivo, sono gli egoismi degli stati a far percepire l’unità come una minaccia”.

Seguono le presentazioni. Gualmini parla del proprio essere mamma come elemento cardine della sua intera carriera accademica e politica: ”Sono talmente orgogliosa del mio progetto familiare che ho scritto un libro semicomico, Le mamme ce la fanno, contenente la storia delle madri della mia generazione”. Partendo da questo elemento privato, la Vicepresidente parla della problematica della conciliazione, del welfare familiare e della ”delicata doppia presenza delle donne nel mercato del lavoro e in famiglia”, argomenti che a sua dire in Italia devono ancora essere trattati con determinazione. Dopo i suoi lunghi studi riguardanti le politiche di conciliazione volte a favore della maternità e della genitorialità, l’Assessora ricorda che all’inizio del suo mandato con delega alle politiche sociali la prima legge promulgata in Emilia Romagna ha riguardato i servizi d’infanzia, modificando la struttura degli asili nido inserendo degli elementi di flessibilità positiva. Fondamentale risulta dunque l’impegno per la tutela di quelle che vengono definite le ”categorie fragili”, oltre alla questione della monogenitorialità: ”Dentro alla mia amministrazione lotto contro la polverizzazione delle strutture familiari: in Emilia Romagna oltre il 40 per cento sono monogenitoriali e riscontrano grandi difficoltà. Se si destrutturano le reti familiari e se le generazioni faticano a sostituire il welfare pubblico, bisogna dare delle risposte in termini di servizio molto diversi”. Ulteriore argomento d’interesse risulta essere la denatalità, strettamente legato alle trasformazioni epocali della nostra società: ”Nascono pochissimi bambini, anche le donne straniere si adattano alle donne italiane poichè cominciano ad integrarsi, quindi una politica di chiusura nei confronti dei migranti porta ad un forte rischio di chiudere asili, licenziare insegnanti e alcuni segnali iniziano ad esserci. La promozione della famiglia è un aspetto su cui ho investito molto”. In tale contesto viene ribadito il fatto che l’Europa non deve dare risposte tecncratiche e burocratiche o incentrate su parametri fiscali: la cucitura tra il livello europeo e le problematiche dei vari territori è ciò sui cui il PD vuole investire.
”Prime vere elezioni europee”, non più di secondo ordine, in vista delle quali traspare un forte impegno nei confronti del Friuli Venezia Giulia, una delle quattro regioni del Nord-Est in quanto ”pezzo unitario del nostro paese”. L’Assessora prosegue: ”Basta denigrare chi fa politica! In questi anni c’è stata un po’ la colpa dei media: la politica è il compito più alto e nobile che si occupa dei beni collettivi che tengono insieme il collante sociale” e con tale consapevolezza Gualmini conclude affermando che “le società si tengono in piedi includendo le persone sebbene con intelligenza e pragmatismo” e che la risposta oggi sarebbe rispolverare la ”fratellanza, un sistema di valori che deve riemergere con solidarietà reciproca tra soggetti privati e pubblici” solo così saranno garantiti benessere e felicità per tutti.

Successivamente la presentazione di Variati, Sindaco per tre mandati, il quale apre il proprio discorso facendo riferimento alle due qualità, a suo parere, che appartentono ad un buon Sindaco: ”La concretezza che si deve sempre misurare con la competenza e una visione fatta da un occhio che guarda le cose concrete e immediate e da un altro occhio che deve guardare lontano”. Il benessere in società appare dunque il risultato di scelte quotidiane e scelte strategiche. Il consigliere profetizza che molte questioni che verranno definite dall’Europa nei prossimi cinque anni peseranno sulle nostre vite e che se saranno sbagliate graveranno in modo vertiginosamente negativo su tutti. Per arginare la questione dello scetticismo nei confronti di un continente unitario sembra essere sembra il tema del lavoro e dello sviluppo, i quali non possono essere affrontati dai singoli territori: ”Abbiamo bisogno che la sensibilità territoriale -questo amore per i territori- debba essere portata in Europa dove si assumeranno delle decisioni che saranno fondamentali per il nostro futuro. Voci competenti e innamorate con una visione grande. Una rappresentanza seria e competente è essenziale”.