Europee: Layla Yusuf, la top manager ex migrante in lista con +Europa

03.05.2019 – 17.59 – Layla Yusuf, coordinatrice di +Europa a Reggio Emilia è candidata per un seggio da europarlamentare nelle liste del movimento promosso da Emma Bonino. Yusuf è nella circoscrizione “Italia nord orientale” che comprende Veneto, Trentino, Friuli ed Emilia-Romagna. Somala, musulmana, attivista dei diritti civili, vanta di un ricco curriculum oltre che di una storia fuori dal comune.
E’ stata tra i primi richiedenti asilo in Italia, dove è arrivata negli anni 90 grazie a un visto umanitario, fuggendo dalla guerra civile che stava devastando la Somalia. Lì Layla Yusuf, nata 56 anni fa a Mogadiscio, si era laureata in chimica e insegnava all’università. Il suo primo approdo italiano è stato a Padova dove, titolare di una borsa di studio dell’ateneo veneto, ha fatto la ricercatrice. Il percorso accademico lo ha però completato a Bologna, conseguendo la laurea magistrale in chimica industriale con specializzazione in “tecnologia dei materiali”.
Da qui il passaggio a Reggio Emilia, che da 26 anni è la sua casa. Dopo aver lavorato per 2 anni in un’azienda, è passata al settore auto: una carriera lunga 12 anni, da impiegata nel controllo qualità a responsabile della qualità aziendale, unico dirigente donna e di colore. Cittadina italiana dal 2007, parla tre lingue – italiano, inglese e arabo – e con la sua rara qualifica di Quality & Management system, esperta settore automotive, ha collaborato con un ente di certificazione della sicurezza per aziende come Ferrari, Maserati e Lamborghini.

Dal 2010, quando nonostante la crisi mordesse forte ha deciso di mettersi “in proprio”, Yusuf gira il mondo per lavoro e guida missioni aziendali di commercio e sviluppo internazionale tra Italia-Africa-Cina. Ora lavora a due grandi progetti. Uno per una filiera agroalimentare di the e caffè in Kenya e in Ruanda, l’altro per impiantare in Kenya uno stabilimento da circa 30.000 occupati di assemblaggio di auto cinesi destinate al mercato africano. Al successo lavorativo che va di pari passo con la sua indipendenza Yusuf ha affiancato la carriera di mamma: ha una figlia, Muna, che vive in Australia e sta finendo il Master of Art a Melbourne University, specializzata in Human risorse With the technology management.

Oggi l’esponente di +Europa è infatti presidente dell’associazione “Donne migranti Italia-Somalia” in Emilia-Romagna e vice presidente del “Forum dei musulmani laici”, sostenendo inoltre diverse realtà per l’affermazione dei diritti femminili.

“Non cerco soldi o potere, mi sono candidata perché devo molto all’Italia che mi ha accolto e perché sono stanca di questa politica piena di odio e slogan vuoti”, dice Layla Yusuf. “Penso davvero che con un’Europa migliore e diversa possiamo stare meglio tutti e il progetto di +Europa per gli Stati Uniti europei – aggiunge la candidata- è l’unica alternativa credibile che propone valori e principi per me irrinunciabili come la crescita economica sostenibile, il diritto all’autodeterminazione della persona, l’equità generazionale, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, civili e politici da parte di tutti i membri dell’Ue“.

Tra i quali va perseguita un’unione sempre più stretta perché “un’Europa unita – conclude Yusuf – è fondamentale non solo per gli italiani e per gli europei, ma anche per l’equilibrio geopolitico e geoeconomico mondiale”.