Europee 2019: Fake News arginate nella ”war room” di Dublino

07.05.2019 – 12.55 – Facebook sta cancellando milioni di account falsi, principale causa di notizie false, diffusa disinformazione e discorsi d’odio. Meno di tre anni fa, l’amministratore delegato della compagnia, Mark Zuckerberg, negò con forza l’idea che le fake news sulla sua piattaforma potessero aver influenzato le elezioni di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti. Oggi l’azienda è invece arrivata ad ammettere di essere stata assediata da miliardi di account falsi che hanno cercato di infiltrarsi nei suoi sistemi interni per deviare il corso delle elezioni, riscuotere soldi o influenzare le decisioni delle persone con metodi altri.

Arginare il problema è ormai divenuto una questione di sopravvivenza aziendale, e Facebook vuole che gli utenti e le autorità di controllo sappiano che l’intera compagnia si sta attivando al massimo per ridurre al minimo il pericolo di infiltrazioni nocive. A riguardo, questa settimana più di una decina di giornalisti si sono recati nella ”war room” di Dublino, una sala operativa simbolo di uno sforzo generale in vista delle elezioni europee: fino al 23 maggio e per certe giornate successive, circa 40 persone siederanno davanti uno schermo, per monitorare il ritmo delle conversazioni online cercando segnali di manipolazione. Questo gruppo è formato da una rete globale includendo al proprio interno esperti di minacce informatiche, scienziati dei dati, ricercatori ed ingegneri. Il controllo avviene nelle 24 lingue ufficiali parlate nei 27 Paesi – 28 con il Regno Unito – dell’Unione Europea che tra il 23 e il 26 maggio andranno a votare per rinnovare il Parlamento UE.
Non sono solo i profili falsi a rappresentare un problema: forse ancor più pericolosi sono quelli autentici ma atti a promuovere disinformazione e discorsi d’odio. L’iniziativa è costruita sulla base della precedente esperienza che risale all’anno scorso nell’ufficio Facebook degli Stati Uniti, che coordinava un ferreo controllo sull’intera piattaforma durante le elezioni di metà mandato, con accademici e gruppi di società civili, e ricalca la sala predisposta a Singapore per le più recenti elezioni indiane.

“Stiamo affrontando una sfida di sicurezza. Ci sono una serie di attori che vogliono manipolare il dibattito pubblico”, ha spiegato Nathaniel Gleicher, responsabile della sicurezza informatica di Facebook. Tuttavia, afferma inoltre, “in una situazione del genere una singola organizzazione non basta. C’è bisogno del maggior numero possibile di persone concentrate sul problema”.