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martedì, 4 Ottobre 2022

Autovelox: omologato o approvato? Il Diritto 4.0

27.05.2019 – 01:16 – L’eterna lotta tra l’automobilista (poco disciplinato) e l’autovelox si arricchisce di un nuovo capitolo. Succede lungo i viali di Milano dove vengono date alcune multe per superamento del limite di velocità. Gli accertamenti vengono fatti in automatico, senza la presenza di un agente accertatore, tramite un’apparecchiatura che rileva la velocità dei veicoli. Ma l’apparecchiatura non risulta omologata ed i verbali delle multe vengono tutti impugnati. In effetti, il Comune dichiara che l’apparecchiatura elettronica in questione non risulta aver ottenuto l’omologazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, ma solo un’approvazione da parte del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. L’approvazione sarebbe però equivalente all’omologazione e le due parole sarebbero utilizzate dal Codice della Strada come due sinonimi, cioè con lo stesso significato.

È proprio così?
Il Giudice di Pace di Milano, con sentenza dell’11 febbraio 2019, spiega che: “L’apparecchiatura di cui si discute nasce e viene utilizzata per la misurazione della velocità, con la finalità di accertarne eventuali violazioni ai limiti prescritti sulla strada, in modalità automatica e, dunque, in assenza di agente accertatore. Pertanto, la contestazione non potrà che essere differita”. La conseguenza è che oggetto dell’accertamento non è la violazione verificata visivamente dall’agente, bensì l’estrazione del contenuto della memoria fisica dell’apparecchiatura, visionata dagli agenti in ufficio e successivamente contestata mediante notifica del verbale.
Ma questa è l’eccezione!
Infatti, la regola è che la contestazione deve essere contestata immediatamente. Solo in casi particolari, e rispettando tutta una serie di obblighi specifici, è possibile contestare la multa in un secondo momento. È questo il caso degli autovelox, per i quali il Codice della Strada prevede che “per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate”. La regola è chiarissima e l’omologazione è necessaria.
È pur vero che il Codice della Strada, nei suoi molti articolo, utilizza entrambe le parole “omologazione” e “approvazione” dei dispositivi elettronici, ma con due finalità ben distinte: l’approvazione è sufficiente per accertamenti che richiedono una minor precisione; l’omologazione è invece richiesta quando gli accertamenti sono più delicati ed è in gioco la garanzia del diritto di difesa dei cittadini. Pertanto, la mancanza di omologazione, ove prevista, si traduce in una violazione alle garanzie dei cittadini che subiscono gli accertamenti.
Ne deriva che le risultanze dell’apparecchiatura utilizzata, non essendo stata la stessa omologata, non possono essere utilizzate ai fini della contestazione della violazione.
I verbali di multa vengono pertanto annullati.

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