Granatieri di Sardegna, 360 anni di tradizione. Deposta a Trieste una corona ai caduti.

19.04.2019 – 15.33 – È ricorso ieri, 18 aprile 2019, il trecentosessantesimo anniversario della fondazione del Corpo dei Granatieri, la specialità più antica della fanteria italiana.
Il primo Reggimento d’ordinanza dei Granatieri fu infatti costituito il 18 aprile 1659, anno in cui Carlo Emanuele II di Savoia pose la nuova arma prima nell’ordine di precedenza fra i reggimenti dell’Armata Sabauda, rafforzando il concetto di aver voluto creare un’istituzione permanente al diretto servizio del Ducato di Savoia. Granatiere era colui al quale veniva assegnato il compito di lanciare la granata a mano, e avrebbe dovuto essere particolarmente coraggioso, forte nello spirito e nel corpo, e alto: da qui il coincidere, nel tempo, del ruolo di granatiere in una formazione militare con l’appartenenza a un’unità d’elite, un corpo costituito solo dai più meritevoli. Migliori dei migliori nella storia, i granatieri della Vecchia Guardia di Napoleone: per poter diventare granatiere della Guardia, un soldato doveva aver servito per almeno 10 anni, essere istruito, essere forte e alto un metro e ottanta, ed esser stato coraggioso, con una menzione ricevuta in battaglia.

I ‘brontoloni’ di Napoleone, i soldati con gli alti colbacchi in pelle d’orso – che, dopo Waterloo, passarono in segno simbolico d’onore alla Guardia Reale Inglese – non avevano bisogno del pugno di ferro per mantenere la disciplina: l’onore, le regole e la dedizione alla bandiera era ormai un loro tratto distintivo, e così nei corpi dei Granatieri degli eserciti, e in quello italiano, è sempre stato per tradizione. In Italia, il colbacco dell’uniforme storica dei Granatieri di Sardegna è stato reintrodotto con la presidenza Cossiga. Nel corso dei secoli i Granatieri hanno attraversato diverse strutture ordinative, seguendo l’evoluzione della storia delle nazioni: dal Reggimento Guardie, alla Brigata Granatieri Guardie, alla Divisione Granatieri di Sardegna e infine Brigata Granatieri di Sardegna, senza che nulla sia cambiato nello spirito degli uomini che ne hanno fatto e ne fanno parte. Tratto caratteristico e segno distintivo della loro divisa, l’alamaro, o cordone, che sarà adottato anche da altre formazioni.

L’Associazione Nazionale Granatieri, sezione di Trieste, ha celebrato l’anniversario con una cerimonia che si è tenuta presso la Casa del Combattente, in via XXIV Maggio, alla presenza delle autorità civili e militari e delle associazioni combattentistiche.
La cerimonia, condotta dal Generale Francesco Bonaventura, ha visto assegnare pubblicamente distinzioni di merito per caratteristiche individuali, culturali, sportive e professionali: a segnare il cambiamento dei tempi e il ruolo crescente delle donne all’interno o accanto alle Forze Armate, il riconoscimento ad Anna Devivi, Azzurra d’Italia, direttore tecnico della Karate Do Trieste, per l’impegno nelle caserme del Friuli Venezia Giulia in qualità di insegnante e tecnico federale, nonché per la promozione sportiva scolastica sul territorio, e quello a Sandra Matjak, Azzurra e arbitro regionale Fijlkam nonché scalatrice salita sull’Everest e istruttrice di subacquea. Riconoscimenti sono stati assegnati anche all’Assessore all’Istruzione del Comune di Trieste, Angela Brandi, alla figlia del Tenente Colonnello Umberto Santin non più in vita, a Francesco Gusmitta, attore, e Diego Redivo, storico.