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lunedì, 8 Agosto 2022

Auto ed eleganza. Questione di stile, contemporaneo.

07.04.2019 – 15.09 – Da dove nasce la tradizione della modella che posa accanto all’auto? Anche se si tratta di un’occasione via via meno frequente, il ritratto foto-automobilistico rimane una consuetudine che arriva dall’alba dei tempi della pubblicità. Un modo di interagire con l’immagine modificatosi negli anni, fra un estremo e l’altro – dalla famiglia felice con mamma e papà e con la Seicento del Dopoguerra, agli stivali al ginocchio e la pelliccia sull’Alfa GT, al bikini sulla moto Harley, allo storico calendario Pirelli – fino a diventare una maniera di rappresentare una situazione comunemente molto professionale e curato. Il mantra: “la donna fa vendere” è qualcosa che è rimasto legato agli anni Settanta e Ottanta; siamo, oggi, in un periodo di forte cambiamento.

Quella di oggi è un’occasione per riprendere il lavoro, in una giornata non ancora di primavera, con Chiara Busetti e con gli abiti di Annamaria Costantini, a Trieste, per un portfolio destinato a privati. Con la gentile presenza, solo accennata, di Porsche e Mercedes. Foto: Fotografica.pro. Protagonista, l’eleganza.

Una foto e un oggetto senza un soggetto colpiscono molto meno. I produttori di automobili e gli esperti di pubblicità hanno capito da molto tempo che, oltre al corpo, c’è tanto di più. Nelle presentazioni di nuovi modelli, le auto con un uomo o una donna accanto, con gli abiti, le luci, la musica giusta hanno molte più possibilità di attrarre l’interesse di chi le guarda semplicemente per le componenti istintive e perché la presenza di una persona, che vorremmo forse essere noi, vestita in un modo che vorremmo essere il nostro e con accanto un compagno o una compagna esteticamente belli, può convincerci che forse anche l’auto è proprio quella che vorremmo noi. Le cose belle attraggono le persone; più persone in giro, più foto e video, e più condivisioni su Internet e sui Social Network. Il gioco è fatto.
L’auto nella foto, quindi, non deve neppure più essere ostentata: basta un particolare. Bastano lo stemma, il colore dei sedili, un accenno di linea di carrozzeria e l’inquadratura giusta; saranno poi l’abito, il viso, l’eleganza, i colori a incuriosire e a spingerci a voler vedere e scoprire di più.

Con la Pentax, via agli scatti: dal rosso e nero, che dallo stemma Porsche si estendono all’ambiente e al look, e colpiscono, al nero e bianco che cita Jean Loup Sieff, per concludere con lo zingaro di un cofano Mercedes su cui tutti vorremmo poter camminare e l’amarcord della fedele amica Panda che ci ha portati la’, dove volevamo andare, e non ha mai avuto paura dei chilometri o chiesto nulla.

Un pomeriggio che si conclude troppo presto e lascia da parte le idee ‘Settanta’. Ciascuno ha la propria opinione, ma il messaggio che la bella ragazza vicino all’auto non sia nient’altro che un oggetto, come l’auto stessa mercificato e venduto, è in gran parte obsoleto. Una modella ha già con sé, in un mondo che nessuno da’ per facile, un bagaglio molto grande di intelligenza, volontà, professionalità. La donna di oggi ha il diritto di scegliere la propria carriera e ad alcune donne fare la modella piace: è un lavoro che, se fatto a un buon livello, è pagato bene. Spesso hanno vicino un modello uomo, e accanto una fotografa donna. E nelle occasioni più importanti saranno proprio loro, i modelli che fotografate, con la loro professionalità, a staccarsi dal set e a coinvolgervi in un’esperienza diversa: oggi l’automobile, loro, la conoscono, per gli eventi speciali l’hanno provata e sapranno descrivervela e rispondere alle vostre domande. Per farvi andar via con l’auto che desiderate. E metà degli acquirenti saranno donne.

La giornata è finita; con la bellezza e lo stile, appuntamento alla settimana prossima.

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