Lotta all’immigrazione, SAP: “Necessario implemento organico Polizia di Frontiera”

29.04.2019 | 13.40 – Che siano 10, 15 o 30, che passino sul Carso, da Basovizza, dalla Val Rosandra o nei pressi di Rabuiese non è una novità, ormai i migranti clandestini le conoscono tutte le vie per entrare sul territorio giuliano. Con l’arrivo della primavera e le temperature più miti aumentano sempre più gli arrivi, questa mattina l’ultimo episodio, in zona Muggia-Aquilinia, davanti al Centro Commerciale Freetime. Gli stranieri intercettati dalle Forze dell’Ordine, dopo numerose segnalazioni da parte degli automobilisti, sono stati condotti in caserma per procedere con l’identificazione tramite fotosegnalamento.

Il Sindacato autonomo di Polizia – SAP, fa presente come sia stato apprezzato il rinforzo di militari inviato a supportare le forze locali nel presidi fissi, ma ricorda come il fenomeno dell’immigrazione proveniente dalla cosiddetta Rotta Balcanica, che ci riguarda sempre più da vicino richieda uno sforzo maggiore, considerato l’imminente arrivo della stagione calda che favorirà ulteriori arrivi.

I rintracci ormai quotidiani, spiega il Sindacato, che non sono solo quelli alla ribalta della cronaca locale, dimostrano come il problema debba essere affrontato con un miglioramento capillare delle singole sottosezioni della Polizia di Frontiera; l’ideale sarebbe ottenere nuove aggregazioni di operatori di Polizia nel Reparto Frontiera, “Servirebbero infatti almeno 10 militari dedicati per ciascuna delle sottosezioni di Polizia di Frontiera di Rabuiese, Villa Opicina e Fernetti e con mezzi più dinamici come ad esempio i fuori strada, per poter veramente massimizzare il servizio” e continua “siamo in attesa di un implemento strutturale per far fronte alla carenza di organico del Settore di Frontiera, in realtà l’unico personale ad aver competenze e professionalità specifiche

Il Segretario Provinciale del SAP, Lorenzo Tamaro, rimarca la necessità di un implemento dei mezzi della Polizia di Stato, con autovetture più idonee alla perlustrazione dei territori che presentano strade non facilmente percorribili, rispetto alle utilitarie standard in dotazione, utilizzate anche per questo tipo di servizio. Il Sindacato di Trieste sottolinea come non sia ancora stato risolto nemmeno il problema dei luoghi, non adeguatamente attrezzati e idonei, per accogliere un numero sempre più elevato di persone, durante il disbrigo delle pratiche previste per legge.

Fa notare inoltre come l’istituzione di pattuglie miste in collaborazione con la Polizia Slovena e la revisione ed il miglioramento dei protocolli, potrebbero agevolare e migliorare i tempi di riammissione nel territorio sloveno.