“Marashopping”, sito sotto sequestro. Si chiude la vicenda del market Online.

11.04.2019 – 16.12 – “Marashopping.it”, un sito molto conosciuto e molto pubblicizzato, e apparentemente molto conveniente. L’eCommerce, però, non è sempre un buon affare: attenzione alle truffe. L’intervento del Tribunale di Trieste, dopo complesse e articolate indagini condotte dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Friuli Venezia Giulia con il coordinamento della Procura Distrettuale di Trieste, ha messo un punto fermo e la parola fine alla sua storia, e chiuso il sito, che riporta ora l’avviso di sequestro preventivo a opera della Polizia Postale su decisione del giudice per le indagini preliminari.

“Marashopping” riceveva richieste dai possessori di partita iva, che potevano effettuare ordini da almeno 1.000 euro per acquistare merce fortemente in sconto, in particolare elettronica di elettronica di consumo. Ordini che però si risolvevano in merce mai arrivata, nessun rimborso e mancanza di risposta ai messaggi e alle richieste di spiegazioni. Questa situazione, dopo le indagini, ha condotto all’emissione da parte del GIP di Trieste di un provvedimento di sequestro preventivo del sito www.marashopping.it, ai sensi dell’art. 321 c.p.p. del sito, per il reato di truffa nei confronti di numerosi cittadini. Le indagini sono state avviate nello scorso mese ottobre quando una associazione per la tutela del mercato dell’elettronica ha segnalato alla Polizia Postale il sito www.sottocosto.online, che condivideva modalità analoghe di ricerca clienti e ricezione degli ordini. Il sito www.sottocosto.online, irraggiungibile dal successivo mese di dicembre, è in seguito ricomparso su Internet con nomi diversi: dapprima offerteazero.it, anch’esso irraggiungibile da gennaio di quest’anno, ed infine marashopping.it, che tuttora reclamizza la propria attività attraverso spot pubblicitari trasmessi anche sulle principali emittenti nazionali TV e radio. Il provvedimento di sequestro preventivo ha consentito di interrompere l’attività criminosa e impedire che altri incauti acquirenti possano cadere nella rete della truffa che, da una prima stima, potrebbe aggirarsi in oltre un milione e mezzo di Euro; per quanto riguarda i rimborsi a chi aveva già comprato, però, la strada sembra molto in salita e probabilmente occorrerà mettersi il cuore in pace.