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lunedì, 4 Luglio 2022

Maxi truffa auto di lusso. Sequestrati 54 veicoli schilometrati

23.03.2019 | 12.40 – Un giro fraudolento da oltre 5 milioni di euro, frutto della vendita on-line di auto di grossa cilindrata. Traffico che non si limitava alla sola vendita di vetture di lusso, ma coinvolgeva anche un mercato più ampio che da Udine arrivava fino a Latina, mediante la vendita di motociclette, orologi griffati e opere d’autore.

Nell’ambito dell’indagine denominata “Car lifting”, coordinata nel Friuli Venezia Giulia dalle Fiamme Gialle di Pordenone e dalla Polizia Stradale di Udine, sono state sequestrate nella provincia di Latina, Udine e Pordenone, 54 auto di grossa cilindrata tra Porsche, Bmw, Mercedes e Audi, oltre a Chevrolet storiche e macchine europee di marchio Fiat, Mercedes e Citroen. Requisite anche 14 motociclette Harley Davidson e Ducati, ma anche veicoli storici Vespa, Laverda Benelli e Suzuki, tra cui una risalente addirittura alla Seconda Guerra Mondiale.

Ai vertici dell’associazione per delinquere finalizzata all’evasione dell’Iva e alla truffa, un pordenonese di 42 anni e un 54enne di Nettuno, traditi dalle intercettazioni telefoniche partite a seguito del sequestro per contrabbando doganale, di una Rolls Royce a Pordenone. Dai dati raccolti, gli agenti hanno quindi scoperto che la struttura criminale, dedita alla vendita di veicoli di lusso attraverso siti internet specializzati, operava in tutta Italia e aveva già truffato più di 800 persone in 18 regioni diverse.

Nei giorni scorsi, erano infine scattate le perquisizioni della Procura di Udine presso i locali utilizzati dagli indagati, nei concessionari e nelle autofficine della zona coinvolte in maniera indiretta. Bloccati anche in misura precauzionale circa 20 conti correnti, in Italia e all’estero. Le indagini sono ancora in corso, al momento gli agenti stanno ancora vagliando il materiale probatorio rinvenuto, utilizzato per le immatricolazioni fraudolente e nelle officine dove venivano truccati i contachilometri, oltre a diverse fatture semidistrutte trovate nell’immondizia. Indagato anche un terzo uomo, 51 anni di Anzio ai domiciliari, che sembra gestisse l’organizzazione delle società.

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