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lunedì, 5 Dicembre 2022

Fra Stato e Regione: con le Belle Arti, “Fratelli d’Italia” chiede più autonomia.

25.02.2019 – 08.06 – Il tema della divisione delle competenze fra Stato e Regione, in questo caso il Friuli Venezia Giulia, torna a essere centrale e, prima il 25 febbraio in commissione e successivamente il 28 febbraio in aula, il Consiglio Regionale voterà le linee di indirizzo della Commissione Paritetica prevista dall’Articolo 65 dello Statuto. La commissione paritetica Stato-Regione è il soggetto che da’ attuazione allo Statuto stesso, ma ha anche la competenza di chiedere delle nuove competenze; nel contesto di quella che si configura come una situazione del tutto inedita nella storia istituzionale italiana, in questo periodo tre regioni – Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna – hanno iniziato un percorso legislativo per ottenere da parte dello Stato ambiti maggiori di autonomia politica, istituzionale e finanziaria.

“Il Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale”, ha dichiarato Claudio Giacomelli, responsabile di ‘Fratelli d’Italia’ a Trieste, “si trova stretta, da un lato, dalla Slovenia, che ha dei regimi fiscali molto più favorevoli, e dall’altro dal Veneto, rampante, in un momento in cui il sistema costituzionale ci proietta in una situazione paradossale per la quale oggi, per una regione a statuto ordinario, è diventato più facile chiedere nuove competenze che per una regione a statuto speciale”.

Il Friuli Venezia Giulia ha infatti uno statuto che vincola a forti e precise e procedure: attualmente l’assetto funzionale prevede per la Regione competenze in materia di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, e solo residuale in materia di tutela dei beni. “Era importante per noi annunciare”, ha proseguito Giacomelli, “che Fratelli d’Italia si batterà per avere la competenza amministrativa, non legislativa, in materia proprio di tutela delle Belle Arti. Di fatto, questo significa chiedere che la soprintendenza delle Belle Arti, quindi la competenza amministrativa, venga trasferita alla Regione Friuli Venezia Giulia e quindi risponda alla giunta regionale e non più al Ministero. Non richiediamo una autonomia legislativa perché riteniamo giusto che sia lo Stato, nel suo complesso, a dare le linee di indirizzo e le norme per tutto il territorio italiano, in modo da garantire uniformità e protezione del patrimonio artistico stesso”. L’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza, l’efficacia e l’economicità delle funzioni amministrative trasferendole a un livello territoriale più vicino al cittadino. “Le motivazioni”, ha spiegato Francesca Tubetti, responsabile di “Fratelli d’Italia” goriziana, “sono fortemente radicate nella storia e nella vocazione autonomista che contraddistingue il nostro territorio: un ufficio della soprintendenza che sia regionale, che non risponda quindi direttamente a Roma, comporta in termini pratici una ulteriore vicinanza al territorio. Significa conoscerlo e sostenerlo ancora meglio. Così facendo, si viene incontro alle esigenze sia degli enti pubblici che di quelli privati che operano, ad esempio, nel settore edilizio”.

“Chiederemo”, ha concluso Giacomelli, “lanciando questa idea secondo noi fondamentale di acquisire la competenza amministrativa sulla gestione dei beni culturali e architettonici, una maggiore autonomia per il Friuli Venezia Giulia. La soprintendenza alla Belle Arti, per una città come Trieste, ad esempio, ha un peso fortissimo e richiede un ufficio che funziona alla perfezione”.

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