Bonutto, Autostar: Sbagliato demonizzare il diesel. I tempi dell’elettrico non sono maturi.

06.02.2019 – 11.00 – Il 2018, per i protagonisti del mercato auto, è stato un periodo molto ambiguo e di difficile interpretazione. Le motivazioni risiedono nel clima di incertezza socio-politica-economica che sta gravando, ormai da diversi anni, sulla nostra società e che sta creando non poche difficoltà a chi è in procinto di acquistare una nuova automobile.

Con il diesel ormai sempre più demonizzato da governi e istituzioni, il più grande problema per la clientela, sorge al momento della scelta della motorizzazione, generando caos e demoralizzazione; soprattutto su quegli automobilisti che percorrono migliaia di chilometri all’anno ma che non hanno alcuna intenzione di acquistare una vettura nuova che, di li a pochi mesi, verrà messa al bando da leggi e normative comunali anti-inquinamento.

Sulle performance della nostra azienda, spiega Arrigo Bonutto (Presidente di Autostar Group), quest’anno, ad incidere in maniera sostanziale sono state, in piena controtendenza col mercato, proprio le vendite del nuovo con oltre 5.600 veicoli immatricolati, che ci hanno permesso di ottenere un profitto sul fatturato del +18% rispetto all’annata precedente. Positività e controtendenza anche per quanto concerne la vendita di veicoli ‘’second hand’’ (+20%) che sommato ad un +25% di servizi erogati hanno portato il gruppo a concludere il 2018 con un fatturato finale di circa 310 milioni di euro.

Se questa fase d’oro è destinata a protrarsi ancora per molto non ci è concesso saperlo; in ogni caso credo che demonizzare le motorizzazioni diesel come fanno politici e ambientalisti non sia affatto salutare nè per l’industria nè per il mercato auto in generale.

Ciò non significa che sono contrario all’elettrificazione e alle nuove tecnologie, tutt’altro, ma i tempi per l’elettrico non sono ancora maturi. I costi di ricerca e sviluppo portano al consumatore un prodotto finale con prezzo di listino di gran lunga maggiorato e, considerata la vetustà del parco auto in Italia, non saranno i bonus e i malus previsti dall’Ecotassa a risolvere il problema nel breve-medio termine.

Un recente studio ha rilevato che nel nostro paese ci sono oltre 37 milioni di veicoli con motore endotermico. Ipotizzando che 10 milioni di questi vengano sostituiti da mezzi elettrici e che vengano collegati alla rete per ricaricarsi, i consumi totali sarebbero pari a 30 megawatt. Se consideriamo che oggi in Italia si consumano 35 megawatt giornalieri, come potrebbe reggere il sistema al raddoppio della domanda? Quanto si dovrebbe spendere in colonnine, infrastrutture e linee elettriche?

Ad oggi l’ibrido e l’elettrico sono soluzioni convenienti solo a chi fa poca strada. Sulle lunghe percorrenze, veicoli di questo genere, consumano più dei loro rispettivi con motori endotermici.

Per quanto concerne il futuro del nostro gruppo, mi aspetto un 2019 altrettanto complesso e, viste le attuali circostanze, probabilmente si concluderà con qualche dato a ribasso rispetto al 2018. In ogni caso, nonostante le nuove difficoltà a cui andremo incontro, non ci faremo cogliere di sorpresa; abbiamo ben chiaro lo scenario che ci attende.

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