Nuova tecnologia anti-drone: contro il terrorismo, sistemi di intercettazione e distruzione

11.01.2019 | 8.30 – Dopo la segnalazione dell’avvistamento, ripetuto, di droni, le partenze dall’aeroporto londinese di Heathrow sono state sospese con gravi ripercussioni su tutto il traffico aereo sia locale che internazionale. Non è la prima volta: tra il 19 e il 21 dicembre sono stati annullati centinaia di voli all’aeroporto di Gatwick per lo stesso motivo. La sicurezza anti-drone è diventata una priorità assoluta. In Italia la tecnologia in grado di identificare, intercettare e neutralizzare i droni a distanza è già testata e funzionante ed è stata presentata a Udine due anni fa da un’azienda friulana, la MD Systems, concessionaria in esclusiva per l’Italia: si chiama MC-Horizon e arriva da Israele.

Diffusi per la prima volta sul mercato dei consumatori circa sei anni fa, i droni hanno avuto uno sviluppo e una diffusione velocissima ed esponenziale: oggi con circa 500 euro, se ne può acquistare uno perfettamente funzionante e in grado di volare fino a 2 km di distanza. Piuttosto piccoli, sono difficili da individuare: “Questa nuova tecnologia rappresenta una soluzione ottimale per la sicurezza anche di grandi luoghi pubblici come stadi, aeroporti, stazioni, piazze, mercati” spiega l’analista friulano Marco Cavalli che lavora per l’azienda MD Systems. “Immaginate di appoggiare su un piano un bicchiere capovolto, McTech funziona allo stesso modo: il radar delimita e monitora la superficie e il volume impostati identificando e neutralizzando tutti gli oggetti in volo -e continua- come Md Systems stiamo studiando la protezione di diversi siti ad alto rischio”.

La tecnologia sviluppata dall’azienda israeliana riesce a identificare un oggetto volante”, intercettarne la rotta e i comandi per portarlo lontano dalle eventuali zone a rischio. Il sistema McTech funziona a 4 livelli: Detection, l’identificazione del drone attraverso radar e RF scanning fino a 3,5 km di distanza; Acquisition, il rilevamento attraverso telecamere termiche a lungo raggio fino a 1,5 km; Neutralization che, già a una distanza di 2,5 km, scollega la trasmissione neutralizzando il segnale del drone, e quando la situazione lo richiede Distruction, la distruzione finale con sistema laser fino a 1 km. Vere e proprie “Guerre Stellari”. Finora, gli altri sistemi in uso nel mondo sono programmati solo per intercettare la frequenza del drone interrompendone il volo e facendolo precipitare, con il rischio, in presenza di un eventuale materiale esplosivo, di farlo detonare a terra o di far disperdere eventuali sostanze nocive.

Il sistema è già utilizzato oltre che sul territorio di Israele, negli Stati Uniti a difesa dei siti delle autorità governative e dalle rispettive forze armate; in Portogallo dalla Guardia Nazionale Presidenziale; in Thailandia dalle forze armate thailandesi e a protezione dell’aeroporto internazionale di Bangkok; in Indonesia a difesa del Quartiere Generale dell’Esercito a Jakarta, dalla Guardia Reale Presidenziale e dalle forze speciali antiterrorismo indonesiane; in Ghana dalla Guardia Presidenziale. Attenzione a dove ‘volate’, quindi: dalle nostre parti non c’è ancora un laser che distrugga il vostro drone, ma potrebbe esserci presto.