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martedì, 28 Giugno 2022

L’arte della seduzione pubblicitaria di Metlicovitz in mostra a Trieste

15/01/2019 Sono passati 150 anni dalla nascita di Leopoldo Metlicovitz, la sua città di nascita Trieste, gli dedica un’ accattivante retrospettiva monografica.

E’ aperta la mostra, divisa in due parti: “ Metlicovitz. L’arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicità” fino al I7 marzo 2019 al Civico Museo Revoltella e al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”.

Sono esposti manifesti pubblicitari d’epoca, dedicati a prodotti commerciali e industriali, ma  non solo: Metlicoviz si occupò inoltre di promuovere con la sua arte anche grandi eventi come l’Esposizione internazionale di Milano del 1906. Creò anche manifesti per note ed amate opere liriche come Madama Butterfly, Manon Lescaut, Turandot e film dell’epoca del muto come “Cabiria”.

La sua peculiarità fu quella di rendere seducenti e poetiche le promozioni commerciali (persino di fabbriche). Il suo stile è quello dell’ Art Nouveau detto anche Liberty o Jugendstil, corrente artistica che caratterizzò primi del ‘900, un’ arte decorativa ed ispirata alla modernità.

Il lavoro di Metlicovitz partecipò alla nascita e segnò l’evoluzione dell’arte della pubblicità.

Dopo essersi affermato come pittore paesaggista a Trieste, Metlicovitz lavorò per decenni alle Officine Grafiche Ricordi di Milano.

All’epoca i cartelloni pubblicitari venivano chiamati “avvisi figurati”, il loro compito era quello di pubblicizzare un prodotto o un evento portando con loro l’intento di diffondere il verbo dell’arte dell’epoca, aggiungendo quindi al loro scopo una sorta di poesia grafica/paesaggistica della città.

Sono esposti 73 manifesti pubblicitari (alcuni sono di enormi dimensioni), tre dipinti e una ricca selezione di cartoline, copertine di riviste, spartiti musicali e altre creazioni grafiche.

La mostra è divisa in otto sezioni espositive, sette delle quali allestite al Civico Museo Revoltella e una – quella dedicata ai manifesti teatrali per opere e operette – nella Sala Attilio Selva al pianterreno di Palazzo Gopcevich, che ospita il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”.

Giulia Livia

(Riproduzione riservata)

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