26.8 C
Trieste
mercoledì, 10 Agosto 2022

Il sogno di Lisa tra studio e lavoro

28.01.2019 – 18.00 – Lisa, adolescente ribelle che ha sempre fatto fatica a stare nelle regole, selettiva ed esigente nello studio. Tutti i risultati che è riuscita a raggiungere nella vita, li ha pagati a caro prezzo e li ha ottenuti con la sua forza di volontà. Si definisce “innamorata della vita”.
Mentre mi racconta la sua storia non posso che restare ammirata dalla sua contagiosa energia. La svolta della sua vita è avvenuta in terza superiore quando ha iniziato a studiare filosofia, materia che le ha aperto un mondo. Da qui la scelta di iscriversi all’Università per giungere all’agognato traguardo della laurea triennale in “Scienze dell’educazione”.
Il filosofo che più l’ha catturata? Sicuramente Roberto Mancini, professore ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Macerata dove ha ricoperto e ricopre diversi incarichi e insegna Culture della sostenibilità.
Lisa deve molto a questo filosofo marchigiano che, accompagnato dalla sua passione di vita e dalla sua fede oltreché dalle sue grandi qualità di studioso, apre grandi domande per offrirci direzioni di risposta inusuali, profonde, profetiche. La convinzione imperante è che “per ogni uomo sia necessario “Obbedire alla felicità”, cioè “elevare l’esistenza sino a ciò che la rende autentica e la trasforma in un dono per gli altri”.
Al termine della laurea triennale, Lisa, piena di entusiasmo si iscrive al corso di laurea magistrale, ma fin dalle prime lezioni si accorge che quel mondo non fa per lei: si aspettava di trovare risposte ai suoi dubbi, alle sue aspirazioni, invece non trova nulla di tutto ciò per cui decide di lasciare il corso di studi a cui si era appena iscritta.
Non è facile trovar lavoro con una laurea triennale, anche se Lisa riceve alcune offerte da comunità e associazioni. Forse è alla ricerca di qualcosa di più. Si sta accorgendo che il suo interesse è sempre più rivolto alle persone, alla ricerca sociale. Non le interessa restare chiusa in una struttura, vuole essere libera di andare incontro alla gente ed offrire il suo aiuto, concretamente.
Così, prima di prendere ulteriori decisioni ma, anche per sbarcare il lunario, decide di cercare lavoro nelle montagne carniche, come barista stagionale.
E proprio lì, in montagna, scopre una nuova umanità, molto diversa da quella cittadina in cui era sempre vissuta: un mondo in cui domina la legge del profitto, dove ciò che conta è lavorare, soddisfare il cliente a tutti i costi, anche della propria salute.
Un luogo in cui “quel che dice la gente” è un deterrente morale, un temutissimo controllo sociale. Paura dell’invidia e del pettegolezzo sono palpabili e spesso generano mancanza di fiducia anche tra la gente dello stesso paese. Le persone sono poco propense al cambiamento e molti di loro agiscono letteralmente a proprio svantaggio, a causa di vecchi litigi d’inconsistente spessore o più semplicemente per impedire ad altri qualcosa che essi non sanno pensare, dire, fare, vivere.
E Lisa, pur rimanendo disorientata da questo mondo, così diverso dal suo, lo vuole conoscere, ci vuole entrare dentro, per capirlo meglio, per studiarlo. Perché il sogno di Lisa è quello di diventare una sociologa in grado di studiarne le trasformazioni, per capire meglio la condizione di alcuni gruppi sociali – gli immigrati, le famiglie povere, i giovani, gli abitanti dei quartieri periferici – e mostrare i limiti di punti di vista e soluzioni date per scontate e contribuire, in questo modo, alla crescita delle persone.

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore