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lunedì, 8 Agosto 2022

Contro il traffico di esseri umani, Roberti: Contrastare la tratta e proteggere le vittime

12.01.2019 – 09.47 – Il Friuli Venezia Giulia in prima linea contro la barbarie schiavista della tratta e dello sfruttamento di esseri umani. Il progetto nazionale del Dipartimento per le Pari opportunità prevede a questo scopo progetti territoriali di assistenza e integrazione sociale delle vittime di sfruttamento. L’obiettivo non è solo combattere la tratta, quanto e soprattutto favorire il re-inserimento dei soggetti in stato di schiavitù, eliminando alla radice i ricatti economici e psicologici che ne avevano permesso lo sfruttamento.

L’assessore alla Sicurezza e Immigrazione, Pierpaolo Roberti, promotore dell’iniziativa, ha spiegato che “la Regione potrà beneficiare di fondi per circa mezzo milione di euro che andranno a finanziare il progetto “Fvg in rete contro la tratta di esseri umani” il cui obiettivo è duplice: da un lato, contrastare e reprimere il crimine di sfruttamento di persone, con l’impegno di tutte le Forze dell’ordine; dall’altro prevenire il fenomeno e proteggere le vittime, con programmi affidati ai servizi sociali pubblici e del privato sociale accreditato”.

A proporre il progetto sarà il servizio Polizia locale, Sicurezza e Politiche dell’immigrazione della Regione, mentre i soggetti attuatori sono indicati nel centro Caritas Arcidiocesi di Udine oltre che nel comitato per i Diritti civili delle prostitute Onlus e nella cooperativa sociale Nuovi vicini, entrambi di Pordenone.

La Regione, che ha già partecipato alle precedenti edizioni del bando nazionale 2016-18, potrà così dare continuità a una serie di interventi, anche attraverso protocolli operativi con le Prefetture e le Questure, che prevedono l’emersione di potenziali vittime di tratta spinte allo sfruttamento sessuale o lavorativo, all’accattonaggio o al crimine, fino alle vittime di matrimoni forzati o combinati.

Il programma prevede inoltre l’identificazione delle vittime anche presso le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, la protezione immediata e la prima assistenza sanitaria, legale, psicologica, con accoglienza residenziale o semi-residenziale, soprattutto nei casi di minori non accompagnati. Inoltre, l’accompagnamento all’ottenimento del permesso di soggiorno, l’orientamento, formazione e reinserimento lavorativo e l’integrazione sociale o il rientro volontario assistito nei Paesi d’origine.

Il progetto, che sarà avviato il 1 marzo con una durata prevista di 15 mesi, si colloca in continuità con le precedenti esperienze. La dimensione è regionale e prevede l’attivazione di Unità territoriali antitratta (Uta) che agiscono a livello locale.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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